ASCOLI PICENO – Energie sostenibili,fonti rinnovabili, protocollo di Tokyo, tutela ambientale. A livello teorico sono parole che piacciono a tutti. Poi nel concreto, sembra impossibile trovare un accordo. Sarà che ognuno ha le proprie idee, oppure che dietro al fotovoltaico si cela un business tale che molte cose non possono essere lasciate al caso.

Sta di fatto che tutti sono divisi. Maggioranza e sinistra radicale vogliono evitare una proliferazione selvaggia e un deturpamento del paesaggio, oltre che la diminuzione di terreno da adibire all’agricoltura, e convergono sul limite dei 20 kw . Più libertà e soglie meno rigide chiedono invece Pd, Udc e Idv, che nella tarda mattinata di oggi, in conferenza stampa , hanno voluto ribadire a chiare lettere il loro punto di vista: «lo scorso 9 luglio il governo ha gettato delle linee guida, che dovranno essere recepite nella legislazione regionale entro 90 giorni. A questo proposito sarebbe opportuno attendere e prendere in considerazione tali linee guida e quindi rinviare la variante normativa che il consiglio di oggi è chiamato a votare». «Contestiamo anche la metodologia con cui sta procedendo questa Provincia. – aggiungono – In tutte le riunioni di commissione abbiamo chiesto il parere dell’ufficio tecnico, che però non è mai arrivato (sarà reso noto ai consiglieri durante il consiglio, ndr). Se si crede veramente nel fotovoltaico non possono esserci questi freni, di cui al momento non se ne vede l’esigenza. Non siamo di fronte ad un rischio di proliferazione selvaggia; si stanno al contrario creando falsi fantasmi e non si incentivano le forme di energia rinnovabile. Qualora dovessero esserci speculazioni o problemi di questo genere saremo i primi a denunciarli. Il tetto di 20 megawatt è ridicolo». Dalla parte di Pd,Udc e Idv molti operatori di imprese di istallazione di impianti fotovoltaici, che temono perdite di commissioni e poco lavoro e che hanno protestato di fronte a Palazzo San Filippo con cartelli e striscioni. Sull’altro fronte maggioranza e sinistra radicale sono d’accordo nel fatto che le soglie indicate siano utili a tenere a bada un fenomeno che altrimenti rischia di dilagare. Con loro le associazioni di agricoltori e gli operatori agrituristici. «La tutela del territorio è fondamentale – dicono – per salvaguardare una provincia che produce il 70% del prodotto agricolo regionale, e anche da un punto di vista paesaggistico rappresenta una risorsa per il turismo e per l’ambiente».

Interviene il presidente Celani: « non capisco tutte queste divisioni: una materia importante come questa richiede un dibattito sereno. Abbiamo discusso per oltre 40 giorni su questi argomenti,. Il parere tecnico esprime note negative solo per due aspetti che possono essere modificati durante questo consiglio; per il resto non va in contrasto con il contenuto del documento che è stato presentato. Non vedo la necessità di ulteriori rinvii».

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