SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lui rivuole loro, ma loro non hanno la benché minima intenzione di tornare con lui. Storia di alleanze sognate da Giovanni Gaspari e prontamente rifiutate da Sinistra e Libertà in vista delle tanto attese elezioni comunali del 2011, che potrebbero far saltare la poltrona del centrosinistra e di conseguenza dello stesso primo cittadino.

Una bocciatura non legata alle qualità umane di chi governa la città, ma esclusivamente al fallimento politico conseguito in questi anni, come spiegato dal coordinatore comunale del partito vendoliano, Luca Spadoni: «Gaspari? E’ fuori dai giochi, per una questione di merito. Sono i risultati a parlare».

Niente accordo dunque, come invece auspicato dal sindaco la settimana scorsa in conferenza stampa: «La maggioranza che mi sostiene – aveva affermato – è quella venuta fuori il 23 dicembre, allargata, facendo tutti gli sforzi possibili, a Sinistra Ecologia e Libertà, e all’Udc».

«Poteva almeno farci una telefonata», contesta oggi Spadoni, confermando come a Sel non sia giunta alcuna proposta in tal senso, che comunque con alte probabilità verrebbe rispedita al mittente.

«Il centrosinistra dica se ritiene questa esperienza positiva. Noi chiediamo che venga riconosciuto il fallimento del mandato e rimesso in discussione Gaspari, che col suo operato si è messo alla destra della destra. Tra noi è lui ci sono troppe differenze nell’idea di sviluppo della città. Se poi è pure interessato a proseguire l’esperienza con l’Udc la cosa proprio non ci interessa».

Cosa fare allora? «Si cerchi un’alternativa, ma soprattutto si crei un percorso comune fatto di temi seri e condivisi». Prospettiva oramai nota agli elettori e già vista in occasione delle ultime tornate provinciali e regionali quando Sinistra e Libertà, in tandem con Rifondazione Comunista, presentò un outsider rispettivamente a Mandozzi e Spacca. Un outsider di nome Massimo Rossi. Ma se non c’è due senza tre…

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