CUPRA MARITTIMA – Si è conclusa domenica 11 luglio la tre giorni dedicata alla concola di Cupra Marittima. Oltre ai ghiotti stand gastronomici, alla mostra di foto d’epoca e agli elaborati degli alunni dell’Istituto Scolastico comprensivo di Cupra, importante è stata la tavola rotonda di sabato 10 luglio intitolata “La concola di Cupra ieri, oggi e domani”. L’incontro, coordinato da Elio Brutti, Responsabile Agci Marche, ha visto la partecipazione del sindaco Domenico D’Annibali, l’assessore al turismo Marco Malaigia, l’assessore alla pesca Alessandro Carosi, il direttore della Malacologia Tiziano Cossignani, il preside dell’Isc Valter Laudadio, il rappresentante della cooperativa Co.Pe.Ri Emidio Marini, lo storico della pesca Gino Troli ed un rappresentante dell’ufficio locale Marittimo.

L’evento, compreso nell’iniziativa promossa dalla Regione Marche “Porti Aperti”, “Le Stagioni del pesce”, è stato organizzato in collaborazione del Comune di Cupra, Servizi Integrati, l’Associazione Italiana Cultura Sport e l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia. «La novità rispetto allo scorso anno – ha introdotto Brutti – è il coinvolgimento delle scolaresche che dopo aver assistito lo scorso maggio ad una simulazione di pesca delle vongole qui a Cupra, hanno riportato le loro emozioni con disegni, temi e poesie».

Ha proseguito D’Annibali: «Sentiamo particolarmente questa festa poiché la concola, insieme all’agricoltura, ha rappresentato per Cupra una fonte di sviluppo storico ed economico. La nostra concola ha un sapore particolare, unico, per questo dobbiamo tutelarla, far sì che ritorni all’importanza di un tempo e portare a conoscenza anche i turisti di questo prezioso mollusco che ci caratterizza. Occore naturalmente quindi coinvolgere i più piccoli sensibilizzandoli alla nostre, alle loro, tradizioni. È necessario inoltre ripensare ad un modo di pescare che non sia dannoso per i fondali e per il mare stesso».

«Prima – ha illustrato il delegato della Capitaneria di Cupra – le concole venivano scaricate direttamente sulla spiaggia, oggi le azioni come quelle sono impensabili poiché tanto è cambiato nelle leggi e nei mezzi idonei alla pesca. Noi ci sentiamo comunque molto legati ai pescatori di Cupra, mettendo a disposizione il nostro impegno nella risoluzione dei problemi che possono presentarsi».

A dare questa importanza alla concola non è solo il fatto di essere stata fondamentale per Cupra ma, come ha spiegato Cossignani: «la concola di Cupra ha delle proprietà organolettiche uniche, l’Istituto Nazionale della Nutrizione considera la concola un alimento dai valori ottimi poiché ha pochi grassi ma ha un alto contenuto di sali minerali, di calcio, fosforo, potassio, vitamica C e proteine. Il nostro invito è quindi quello di studiare ed applicare un aumento della produzione di concole per far sì che tutti possano mangiarne una quantità maggiore».

Il convolgimento delle scuole è una novità per questa edizione, a proposito il preside Laudadio ha aggiunto: «Tra i ruoli dell’Istituzione Scolastica c’è anche quello di far prendere coscienza agli alunni della realtà di cui si fa parte, abbiamo quindi accettato ed accetteremo sempre di buon grado di partecipare ad iniziative come questa che portano i ragazzi a riflettere sul loro territorio».

«C’è molta curiosità intorno alla concola – ha proseguito Troli – che non è il nome dialettale della vongola, ma il suo nome reale, è “vongola” ad essere un termine non appropriato. È nostro dovere trasmettere alla generazioni future un sapore che rischia di andare perso. Non possiamo permetterci di trascurare ciò che è stato e ciò che è ancora il mare per la nostra civiltà. Per questo a San Benedetto stiamo realizzando al mercato ittico il museo sulla civiltà della pesca, curato da Antonella Nonnis, che verrà inaugurato il giorno 8 dicembre prossimo. Invito quindi anche Cupra a raccogliere quanto più materiale possibile sulla concola in modo da creare uno spazio espositivo apposito che siamo disposti ad accogliere in questo nuovo museo».

Anche secondo l’assessore Carosi: «Per costruire il nostro futuro dobbiamo conservare le tradizioni, se siamo intelligenti sapremo valorizzare ancor meglio di prima la concola e nel raggiungimento di questo obiettivi noi dell’amministrazione saremo vicini ai pescatori». «I pescatori cuprensi – ha concluso Marini – hanno il merito di aver fatto conoscere la conola praticamente in tutta Italia con tanta passione. Se si vuole proseguire su questa strada occorre pensare ad una tutela intelligente appunto e, ad esempio, il Parco Marino del Piceno non deve essere di ostacolo all’attività della pesca, altrimenti tutti gli sforzi sarebbero inutili. Il Parco Marino deve anzi essere integrato con la pesca, come accade nelle Cinque Terre in Liguria».

Dopo il dibattito, durante la degustazione degli ottimi piatti a base di concola si sono esibiti il gruppo di musica popolare “Domè e li cumpà de Fernà” e la “Lupo Alberto’s Band” intrattendo il pubblico con la loro musica.
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