SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Il sette luglio i cittadini del quartiere Agraria di Porto d’Ascoli si sono riuniti nella sede di Piazza Gronchi per discutere di esondazioni, inquinamento acustico e “cementificazione selvaggia”. Lo scopo della riunione è stato assemblare idee-proposte da sottoporre all’attenzione delle autorità.

«C’è grande preoccupazione in questo quartiere», lo dice il presidente Jonni Perozzi ricordando l’esondazione del fiume Tronto del 92. Pericolo concreto, secondo il presidente e i cittadini, arginabile solo con l’attuazione della normativa del piano di assetto idrogeologico ed una cementificazione ridotta.

Nello specifico i cittadini chiedono l’allargamento dell’alveo del fiume indipendentemente dalla attuale quantità d’acqua trasportata e l’innalzamento di un metro di tutti gli edifici di nuova costruzione. Una misura di sicurezza pronta ad evitare eventuali pericoli in futuro.

L’Agraria non sembra mollare la presa nemmeno per una’altra questione: l’urbanizzazione “selvaggia” che a loro dire lascia troppo spazio al cemento e poco all’uomo.

Il dibattito è seguito sul tema della forte intensificazione del traffico e l’aumento dell’inquinamento acustico-atmosferico che secondo gli intervenuti alla riunione avrebbe prodotto solo malcontenti nel tempo e ridotto la vivibilità dei residenti.

«Attenzione e interventi mirati per la riqualificazione degli argini del fiume – sollecita Perozzi – questa zona è a rischio esondazione, se si continua a cementificare senza offrire al cittadino i giusti servizi di questo passo la zona di San Giovanni non

sarà più vivibile per le generazioni future».

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