SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un aggiornamento della situazione iscrizioni ai campionati professionistici, dopo la riunione del Consiglio Direttivo della Lega Pro che nella giornata di lunedì 5 luglio ha analizzato i documenti presentati dalle varie società. Ben otto società (Rimini, Perugia, Gallipoli e Mantova in I Divisione; Scafatese, Pescina Valle del Giovenco, Monopoli e Itala San Marco in II Divisione) non hanno neppure presentato la domanda e sono fuori dal calcio pro. Il Gallipoli ripartirà dall’Eccellenza, mentre Perugia, Rimini e Mantova si stanno attrezzando con nuove società che dovrebbero trovare posto in serie D (col rischio per la Samb di dover incontrare gli umbri o i romagnoli o, peggio, entrambi).
In attesa del pronunciamento della Covisoc, che mercoledì 7 luglio comunicherà i nomi delle società che devono regolarizzare la propria posizione (e avranno solo tre giorni per farlo: la scadenza improrogabile è il 10 luglio), sono già filtrate notizie non buone sulla situazione di alcune società di Lega Pro. Le società “rimandate” dalla Lega sarebbero il Marcianise in I Divisione e Cassino, Fondi, Alghero, Legnano, Gavorrano, Manfredonia, Sangiovannese e Villacidrese in II Divisione. Qualche difficoltà per Cavese e Salernitana: a Cava è saltato il passaggio di consegne societario che avrebbe consentito la ricapitalizzazione, a Salerno mancherebbero le liberatorie dei calciatori. Anche per Arezzo e Triestina ci sarebbero problemi da risolvere. A Foggia l’attenzione è puntata verso la cessione societaria alla cordata guidata dall’indimenticato ex presidente Pasquale Casillo, che vorrebbe ricostituire la triade col ds Peppino Pavone e mister Zdenek Zeman. Catanzaro, Olbia, Potenza e Pro Vercelli, ok per la Lega, attendono il verdetto della Covisoc.
La situazione più grave, però, sarebbe quella della Sangiustese: secondo La Gazzetta dello Sport la fideiussione di 200mila euro presentata dalla società del patron Pantanetti non sarebbe valida. Servirà dunque una corsa contro il tempo per presentare una fideiussione riconosciuta dalla Banca d’Italia, pena l’esclusione dei calzaturieri dal campionato. In serie B Ancona e Ascoli se la caveranno probabilmente con una penalizzazione: non sono state presentate le fideiussioni, che però dovrebbero arrivare in questi giorni. Soprattutto nel capoluogo piceno si era temuto il peggio, ma l’intervento del presidente Benigni (e di una banca) sembra aver scongiurato la catastrofe.
Intanto c’è un’altra società che saluta il calcio: è la Pro Sesto, appena retrocessa in Serie D (dopo la retrocessione in II Divisione dell’anno scorso insieme alla Samb) e fallita “in corsa” durante il campionato. Il tribunale di Monza ha ravvisato dei vizi nell’unica offerta presentata all’asta fallimentare, e dunque non ha assegnato a nessuno il titolo sportivo.

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