TERAMO – L’Italia dei Valori chiede alla giunta Catarra di pronunciarsi in maniera chiara e senza ambiguità sul tema delle estrazioni petrolifere in Abruzzo.

«E’ sotto gli occhi di tutti – ha affermato il consigliere provinciale Riccardo Mercante – il disastro provocato dalla piattaforma petrolifera della British Petroleum in Lousiana, nel golfo del Messico, che sta producendo e produrrà per i prossimi decenni  danni irreversibili all’ecosistema ambientale ed economico.

A confronto  – aggiunge – il mare Adriatico può essere considerato poco più di uno stagno rispetto all’oceano Atlantico, luogo dell’incidente, essendo chiuso e di profondità bassa, e le conseguenze di un’eventuale catastrofe simile a quella del golfo del Messico non sarebbero neanche lontanamente immaginabili».

L’alto interesse mostrato dalle compagnie petrolifere per le estrazioni in Abruzzo (ricerca, trivellazione e stoccaccio degli idrocarburi) e in particolar modo nel teramano, unito alle bassissime royaltes per le attività estrattive, «pari solo al 4% contro una media che va dal 30 al 90% – prosegue Mercante – da un lato ci svelano quale sia il reale valore che le istituzioni pubbliche abruzzesi intendono attribuire al nostro territorio, dall’altro rappresentano un insopportabile ed offensivo schiaffo, soprattutto se si considerano gli incalcolabili danni che le medesime attività determineranno». Tra le principali ripercussioni negative sul territorio dovute a possibili estrazioni petrolifere, il consigliere provinciale annovera le attività turistiche ed economiche lungo la costa e anche nell’entroterra, in particolare nella zona dei Parchi abruzzesi.

Il gruppo consiliare dell’Italia dei Valori ha pertanto presentato un ordine del giorno in cui si chiede all’amministrazione provinciale di assumere una presa di posizione netta e senza ambiguità sul tema.

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