SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un consiglio comunale in stile Telethon, ma che di “benefico” ha avuto ben poco. Ad accostare l’assise alla storica maratona televisiva è stata più che altro la durata sconfinata di un dibattito che alle 3 del mattino doveva ancora terminare.

Ben undici punti all’ordine del giorno, con quelli fondamentali inerenti le normative restrittive sull’installazione dei videopoker e l’atteso “Piano degli Hotel”, relegati però nel fondo dell’ordine del giorno.

«Capisco che è estate e che i cittadini avranno senz’altro meglio di fare, ma li invito ad intervenire al consiglio per ascoltare le diverse posizioni in campo: il consiglio di stasera sarà interessante»: parole e auspici del consigliere Daniele Primavera, che alla vigilia dell’appuntamento del 1° luglio aveva spronato i sambenedettesi a recarsi in Municipio. Andrebbe tuttavia domandato oggi all’esponente di Rifondazione Comunista se se la sentirebbe di lanciare nuovamente lo stesso annuncio, magari ad un albergatore o al titolare di una sala da gioco che giovedì sera verso mezzanotte si ritrovava tristemente nel pieno centro dei lavori senza che le tematiche di riferimento fossero state ancora affrontate.

Bisognerebbe altresì chiedere alla Presidente del Consiglio Giulietta Capriotti e ai capigruppo dei singoli partiti se è normale che argomenti “popolari” e nodali per la città debbano essere relegati ad orari “marzulliani”, soccombendo ad estenuanti e politichesi dibattiti su una vicenda rilevante, ma pur sempre di nicchia, come quella delle nomine alla Ciip.

«Io rispondo alla città e ai cittadini», dichiarò Giulietta Capriotti in tempi non sospetti. Quei cittadini – e la Presidente dovrebbe saperlo – che in ogni caso ad una certa ora tendono ad andare a dormire. Probabilmente non la stampa, tenuta all’opposto a sopportare rallentamenti dovuti anche agli ennesimi disguidi di votazione elettronica, che hanno ulteriormente complicato un lavoro già di per sé complesso.

Ma se i primi a stancarsi ed ad abbandonare l’aula sono proprio i consiglieri comunali, un minimo di attenuanti i giornalisti forse ce l’hanno…

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