SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La furia dell’Itb non tende a placarsi. Da mesi ormai il suo presidente, Giuseppe Ricci, denuncia le difficoltà degli operatori balneari che, dal 2015, potrebbero clamorosamente ritrovarsi senza più la loro attività. Se entro quella data non si troverà un accordo con l’Unione Europea infatti, gli impianti del litorale sambenedettese, così come quelli del resto d’Italia, finiranno all’asta, consentendo di conseguenza l’ingresso di nuovi imprenditori che, a detta dello stesso Ricci, «stravolgerebbero strutturalmente la maniera di fare turismo».

«Arriverebbero soggetti esterni – continua – privi di amore per il loro lavoro ed interessati solamente al business. Ecco perché nella mattinata del 1° luglio abbiamo voluto realizzare una mega foto che inglobasse tutti i dipendenti e i rappresentanti del settore turistico locale. Tutti con addosso l’ormai celebre maglietta con lo slogan “Why can’t we?” e che dovrebbe diventare a breve una cartolina da distribuire in tutte le spiagge italiane associate».

A turbare i concessionari è inoltre l’annoso problema dell’erosione costiera, tornato violentemente alla ribalta appena una settimana fa con la mareggiata che ha colpito la Riviera. Ma nel mirino di Ricci stavolta, più che l’amministrazione comunale è finito Paolo Perazzoli, che nei giorni scorsi aveva proposto un finanziamento congiunto di pubblico e privato per le nuove scogliere. «Il governatore Spacca – ha tuonato – ci spieghi se il suo consigliere parla a nome della Regione, che di fatto sta svalutando, o a titolo personale. Perazzoli  fino a ieri diceva di difendere la nostra categoria mentre oggi l’affonda con queste esternazioni». Infine un’ultima amara riflessione: «Far pagare a noi le scogliere? E poi, dal 2015 il nostro investimento che fine farebbe?»

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