ANCARANO – «Ripristinare il servizio di guardia medica estiva in Val Vibrata»: è l’appello che il consigliere regionale Pdl Emiliano Di Matteo ha avanzato al Governatore Chiodi (attuale Commissario alla Sanità) e per conoscenza al direttore generale della Asl di Teramo Mario Molinari. La richiesta è quella di rimuovere il taglio della guardia medica estiva deciso dall’ex commissario alla Sanità Gino Redigolo. «Tale decisione – ha affermato Di Matteo – non risulta economicamente vantaggiosa e al tempo stesso diviene estremamente penalizzante per i turisti che scelgono la costa teramana per trascorrere le loro ferie».

Il consigliere spiega che dal punto di vista economico, la mancata riattivazione della guardia medica non porterebbe alcun vantaggio alle casse della Asl, poiché il costo di questa struttura, se funzionasse, potrebbe essere quasi azzerato dal momento che, secondo dati degli anni precedenti, il ticket pagato attraverso il turista che ne usufruisce, supererebbe oltre il 70% del costo del servizio.

«Il villeggiante inoltre – aggiunge – non potendo contare su un servizio di questo tipo si rivolgerà ai pronto soccorso degli ospedali vicino alla costa, tra cui anche quelli marchigiani di San Benedetto e Ascoli Piceno, con il risultato di congestionare inevitabilmente i nosocomi con prestazioni che potrebbero essere effettuate dalla guardia medica. Aumenterebbero inoltre sia la mobilità passiva che i disservizi per i turisti e gli operatori della costa».

Nella comunicazione che il consigliere Di Matteo ha inviato al commissario Chiodi e al manager Molinari, in primo luogo li invita al ripristino della guardia medica, come negli anni scorsi, tuttavia, in subordine, fa presente che potrebbe essere presa in considerazione anche la soluzione proposta da qualche Sindaco di razionalizzare il servizio in due o tre  punti sulla costa.

«Trovo la scelta dell’ex commissario sbagliata, tenuto conto che se lo scopo della Regione Abruzzo è quella di de-ospedalizzare il nostro sistema sanitario, potenziando altresì la medicina sul territorio, si è ottenuto invece un risultato esattamente contrario, con la prospettiva di non conseguire neppure un risparmio economico a fronte di un pesante disservizio».

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