CUPRA MARITTIMA – Chiamata la “scoperta Italo – Francese” o meglio “Découvrir l’Italie” è la mostra allestita nel Museo del Territorio, a Marano, dall’Amministrazione Comunale e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Marche in collaborazione con l’Archeoclub di Cupra. Sarà inaugurata sabato 26 giugno alle ore 18 ed avrà ad oggetto dei preziosi reperti trovati durante gli ultimi anni.

Tra questi anche delle scoperte effettutate dai ragazzi francesi durante una simulazione di scavo archeologico, nell’ambito degli scambi culturali che ormai da un decennio si svolgo tra Cupra e la Francia. Nell’area del Parco Archeologico infatti, durante la campagna di scavi 2006, emergevano come di consueto, molti frammenti ceramici, laterizi, pezzi di antichi vetri, piccole tessere di mosaico e lacerti di intonaco dipinto. A circa 30 centimetri di profondità cominciarono ad affiorare anche due grandi tegole contrapposte, appoggiate a una terza ortogonale alle prime due e altri tegoloni frammentari. Seguendo le indicazioni dell’archeologo, i ragazzi scavarono con cautela, senza cedere alla tentazione di estrarre i reperti, ma abbassandosi gradualmente di livello fino a rivelare con evidente chiarezza la natura della scoperta: una tomba di età romana, di un tipo definito “alla cappuccina”.

Pochi oggetti di corredo accompagnarono il giovane: una lucerna a canale, una conchiglia, una piccola barretta in bronzo e una moneta di bronzo, spezzata a metà e finita nella terra di riempimento. Le braccia del defunto distese lungo i fianchi ben accostate al corpo, con le mani sotto il bacino, e i piedi accostati, con le punte ben unite, lasciano pensare all’uso di un sudario, che forse lasciava libero solo il capo.

Tra le rare testimonianze superstiti, alcune provengono dalle vicinanze del Ninfeo affrescato, una stanza appartenente a una prestigiosa villa di età imperiale. Qui, da un livello tardo, nel 1975 affiorò un nucleo di sette deposizioni, tutte infantili tranne una, alla cappuccina, che conteneva due adulti. Le tombe erano quasi sempre prive di corredo, erano presenti due perline in pasta vitrea azzurra e un piccolo elemento in madreperla. La tipologia delle anfore e i dati stratigrafici hanno consentito di datare questo gruppo di tombe di età tardo-antica.

Oltre a questi beni, sarà esposta anche l’urna cineraria romana, usata da sempre come acquasantiera nella chiesa di San Basso e asportato recentemente durante i lavori di ristrutturazione. A riguardo, durante le fasi di ristrutturazione, è stato scoperto che l’urna fu usata anche come fontanella. Lassessore alla cultura Luciano Bruni coglie l’occasione per ringraziare Don Luigino per il deposito permanente dell’urna presso il Museo Archeologico.

Saranno presenti per l’occasione oltre a Luciano Bruni ed al sindaco Domenico D’Annibali anche il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche Paolo Scarpellini, il Soprintendente Archeologo delle Marche Giuliano de Marinis, la Responsabile della Soprintendenza Archeologica delle Marche e curatrice della mostra Nicoletta Frapiccini, l’assessore alla Cultura della Provincia di Ascoli Piceno Andrea Maria Antonini, il delegato alla cultura del Comune di Martinsicuro Massimo Vagnoni.

La progettazione dell’allestimento che coinvolge il primo piano ed il seminterrato del Museo è di Pietro Ripari, mentra la realizzazione dell’allestimento è di Andrea Mora, Michele Aureli e Loris Santucci. I restauri sono avvenuti per mano di Pierino Fabiani, Giancarlo Pigliapoco e Laura Petrucci e le analisi osteologiche di Elsa Pacciani. Hanno collaborato Lucienne Biondi di Stratégies Européennes, Loïc Masséaux del Comune di Massy e naturalmente Vermiglio Ricci, Loris Salvucci e Germano Vitelli dell’Archeoclub d’Italia, sede di Cupra Marittima.

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