SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mercoledì il sindaco Gaspari ha firmato una richiesta alla Regione Marche di progettare e realizzare interventi a difesa della costa, specie nel tratto di mare in corrispondenza alle prime venticinque concessioni balneari a nord.

Alla Regione Marche è stato chiesto di trasformare tutte le scogliere soffolte in scogliere emerse, e di realizzarne una supplementare nel tratto in prossimità dell’Albula, compatibilmente con la scogliera perpendicolare rispetto alla spiaggia – il cosiddetto “pennello” – che fa invece parte della progettata riqualificazione della foce del torrente. La richiesta alla Regione è stata concertata con l’assessore alle Politiche del mare Settimio Capriotti e con l’assessore regionale all’Ambiente Sandro Donati.

«Dal 2006 ad oggi abbiamo già speso più di due milioni di euro per la difesa della spiaggia», afferma il sindaco Gaspari, che spiega: «Il 25% di questa somma è stata sborsata dal Comune, il resto dalla Regione Marche. Per il prossimo intervento si stima un fabbisogno pari a un ulteriore milione e mezzo di euro. Alla Regione chiediamo di accettare la nostra richiesta. Ma non dobbiamo dimenticare quello che dicono i tecnici, ovvero che nessun intervento sulle scogliere ci dà la certezza a priori di una efficace difesa della costa. Il successo degli interventi può essere verificato solo a posteriori, nel corso di più anni. E che non siano solo parole può essere facilmente verificato andando in treno da Pesaro a San Benedetto e guardando lo stato di tutta la costa marchigiana, erosa anche nei punti in cui le scogliere sono presenti e ben visibili. Quanto già fatto a San Benedetto ha impedito danni ben più gravi. A Porto d’Ascoli, invece, il riallineamento delle scogliere e il resto degli interventi effettuati hanno permesso di incrementare l’ampiezza della spiaggia di oltre 30 metri».

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