ASCOLI PICENO –  Il Movimento Difesa del Cittadino di Ascoli, nell’approssimarsi del rinnovo del consiglio di amministrazione di C.I.I.P. s.p.a., ricorda come ha seguito in prima persona la vicenda della rottura del “ponte-tubo” di Tallacano sia dal punto di vista giudiziario che dal punto di vista tecnico. Infatti in base alle valutazioni dei consulenti nominati dal Tribunale è emerso che l’interruzione dell’erogazione dell’acqua per un periodo molto lungo durante le festività del dicembre 2007 sia stata causata dalla mancanza della manutenzione delle condutture.

«Se si fosse provveduto ad eseguire a Tallacano quello che proprio tecnici interni di CIIP s.p.a. avevano segnalato con diligenza già dall’anno 2000 – sostiene il Movimento Difesa del Cittadino –  quanto meno la rottura e le sue conseguenze a carico della collettività sarebbero state di minore gravità. In seguito, ogni ipotesi conciliativa per assegnare indennizzi ai cittadini che subirono gravi disagi  è stata rifiutata da C.I.I.P. s.p.a.»

Inoltre, il Movimento Difesa del Cittadino ricorda alcune fondamentali opere previste nel piano d’ambito che non sono state eseguite come il caso della “galleria dell’Ascensione”, uno dei punti dell’acquedotto che richiede urgente intervento con metodi di lavoro assai delicati, per il quale CIIP ha già presentato progetti sin dal 2001, approvati tempestivamente dall’ATO nel 2004, iniziati solo nel marzo 2010 dopo numerosi solleciti dell’A.T.O. e non ancora conclusi.

Rimaste solo sulla carta anche tutte le opere che vennero stabilite nel 2002 per fronteggiare le carenze idriche stagionali e per garantire il minimo approvvigionamento idrico.

Infine il Movimento Difesa del Cittadino ritiene che l’acqua sia un bene pubblico e tale deve rimanere e  l’interesse dei cittadini deve essere tutelato da una gestione del servizio idrico sana ed efficiente.

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