SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ma cosa è successo alle cosiddette “grandi”? L’unica a punteggio pieno, per adesso, è l’Argentina di Maradona, che viene da qualificazioni non proprio esaltanti. La Germania dei giovani emergenti che aveva distrutto l’Australia va a perdere contro la Serbia, l’Inghilterra un po’ sfortunata contro gli Usa pareggia 0-0 contro l’Algeria, stavolta senza attenuanti. Infine, la piccola Slovenia rischia di vincere anche la seconda partita, se non si facesse rimontare nel finale dai caparbi Stati Uniti. È un Mondiale che si diverte a mettere in discussione le certezze giorno dopo giorno: difficile prevedere chi passerà al secondo turno e quali saranno gli scontri. Ci sarà da attendere fino alla fine della fase a gironi.
La Germania scende in campo con gli stessi protagonisti della bella gara contro l’Australia, ma la Serbia è un cliente ben più ostico: la gara è molto equilibrata e dall’altra parte Krasic e Jovanovic sembrano in forma. Fioccano i cartellini: Klose ne rimedia due (il secondo per un intervento scomposto su Stankovic) e lascia i compagni in 10 al 37’. Un minuto dopo arriva il gol della Serbia: Krasic crossa dalla destra, Zigic di testa mette in mezzo per Jovanovic che in sforbiciata supera Neuer. La Germania si getta alla ricerca del pareggio, ma senza fortuna: Khedira colpisce la traversa con un tiro dalla distanza, Podolski non è preciso.
L’occasione d’oro per il centravanti di origine polacca arriva al 60’: il fallo di mano plateale di Vidic gli costa il cartellino giallo e il rigore per la Germania. Batte Podolski, ma il tiro non è eccezionale e Stojkovic salva il risultato. Löw butta dentro Marin, Cacau e Gomez, ma non c’è niente da fare, anzi la Serbia rischia anche di raddoppiare con il palo colpito da Jovanovic. Per la Germania arriva la prima sconfitta nella fase a gironi dal 1986, mentre la Serbia si rimette in gioco per la qualificazione.
Brutto passo indietro per l’Inghilterra: sarà forse la pressione dopo il pareggio all’esordio o la solidità di un‘Algeria per nulla rassegnata al ruolo di vittima sacrificale, fatto sta che la squadra brillante vista nelle qualificazioni è solo un ricordo. Capello cambia il portiere (fuori il disastroso Green, dentro James), ma riconferma praticamente il resto della squadra rispetto alla prima partita: evidente però il passo indietro nel gioco e nella determinazione. Non ci sono occasioni di rilievo né da una parte né dall’altra: alla fine l’Algeria porta a casa un pareggio che tiene vive le speranze. Ora i ragazzi di Capello dovranno battere la Slovenia, altrimenti rischiano di fare le valigie anzitempo.
La partita più ricca di emozioni è quella tra Slovenia e Stati Uniti. Il risultato si sblocca presto: al 13’ lo sloveno Birsa, lasciato solo, ci prova dalla distanza e sorprende il portiere americano Howard. La gara si fa interessante, con belle azioni da tutte e due le parti, poi nel miglior momento degli Usa la Slovenia riesce a colpire di nuovo: Ljubljankic scatta in contropiede sul filo del fuorigioco e riesce a superare Howard. Risultato beffardo per gli Stati Uniti, che dopo l’intervallo cambiano faccia con gli ingressi di Edu e Feilhaber.
Già al 3’ della ripresa Donovan accorcia le distanze con un bel gol: sfrutta l’errore di Cesar, arriva al limite dell’area piccola e da posizione molto defilata spara una bordata che si infila in rete. Gli Stati Uniti continuano ad attaccare alla ricerca del pareggio, ma devono aspettare fino al 36’ della ripresa: a segnare è Michael Bradley, il figlio del ct Bob (è il primo giocatore allenato dal padre a segnare al Mondiale). Ci sarebbe anche il gol della clamorosa vittoria firmato da Edu, ma l’arbitro maliano Coulibaly annulla ravvisando un discutibile fallo. Finisce sul 2-2, un risultato che comunque va bene alla Slovenia e che lascia aperti i giochi per gli Usa.

Germania-Serbia 0-1 (Port Elizabeth)
GERMANIA (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Friedrich, Mertesacker, Badstuber (32’ st Gomez); Khedira, Schweinsteiger; Müller (25’ st Marin), Özil (25’ st Cacau), Podolski; Klose. All. Löw.
SERBIA (4-5-1): Stojkovic; Ivanovic, Subotic, Vidic, Kolarov; Krasic, Ninkovic (25’ st Kacar), Kuzmanovic (30’ st Petrovic), Stankovic, Jovanovic (34’ st Lazovic); Zigic. All. Antic.
Marcatori: 38’ pt Jovanovic (S).
Ammoniti: Khedira, Schweinsteiger, Lahm (G), Kolarov, Vidic, Ivanovic, Subotic (S). Espulsi: Klose (G).
Arbitro: Undiano (Esp). Assistenti: Martinez (Esp), Yuste Jimenez (Esp).
Note: temperatura 15° C. Possesso palla: 51% Germania, 49% Serbia. Uomo partita Fifa: Stojkovic (S).

Slovenia-Stati Uniti 2-2 (Ellis Park di Johannesburg)
SLOVENIA (4-4-2): Handanovic; Brecko, Suler, Cesar, Jokic; Birsa (41’ st Dedic), Radosavljevic, Koren, Kirm; Ljubljankic (29’ st Pecnik; 48’ st Komac), Novakovic. All. Kek.
STATI UNITI (4-4-2): Howard; Cherundolo, Demerit, Onyewu (35’ st Gomez), Bocanegra; Donovan, M. Bradley, Torres (1’ st Edu), Dempsey; Altidore, Findley (1’ st Feilhaber). All. B. Bradley.
Marcatori: 13’ pt Birsa (Slo), 42’ pt Ljubljankic (Slo), 3’ st Donovan (Usa), 36’ st M. Bradley (Usa).
Ammoniti: Suler, Cesar, Jokic, Kirm (Slo), Findley (Usa).
Arbitro: Coulibaly (Mli). Assistenti: Achik (Mar), Candido (Ang).
Note: temperatura 14° C. Possesso palla: 51% Stati Uniti, 49% Slovenia. Uomo partita Fifa: Donovan (Usa).

Inghilterra-Algeria 0-0 (Città del Capo)
INGHILTERRA (4-4-2): James; Johnson, Carragher, Terry, A. Cole; Lennon (18’ st Wright-Phillips), Gerrard, Lampard, Barry (38’ st Crouch); Heskey (28’ st Defoe), Rooney. All. Capello.
ALGERIA (3-4-2-1): Mbolhi; Bougherra, Belhadj, Yahia; Kadir, Yebda (44’ st Mesbah), Lacen, Halliche; Boudebouz (28’ st Abdoun), Ziani (36’ st Guedioura); Matmour. All. Saadane.
Ammoniti: Carragher (I), Lacen (A).
Arbitro: Irmatov (Uzb). Assistenti: Ilyasov (Uzb), Kochkarov (Kgz).
Note: temperatura 17° C. Possesso palla: 52% Algeria, 48% Inghilterra. Uomo partita Fifa: A. Cole (Eng).

Classifica (girone C): Slovenia 4, Inghilterra e Stati Uniti 2, Algeria 1

Le partite di sabato 19 giugno:
ore 13.30 Olanda-Giappone (gir. E, Durban)
ore 16.00 Ghana-Australia (gir. D, Rustenburg)
ore 20.30 Camerun-Danimarca (gir. E, Pretoria)

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