SAN BENEDETTO DEL TRONTO- E’ iniziato venerdì 18 giugno a palazzo di giustizia il processo a carico di G.F. badante di origini calabresi ma residente a Loreto che secondo la Procura avrebbe maltrattato e agito crudelmente nei confronti di un’anziana donna sambenedettese oggi defunta per altra causa. La figlia della vittima si è costituita parte civile al processo con l’intento di vedersi riconosciute ragioni e dignità rubate nel tempo.

Era stata rinviata a giudizio nel luglio del 2008 la badante di origini calabresi che, secondo il pubblico Ministero, all’epoca, Umberto Montini, avrebbe in più occasioni “violato l’esistenza” di una povera nonnina sambenedettese in gravi condizioni psicofisiche.

Due anni dopo è iniziato il processo a suo carico per fatti risalenti al 2007, quando le faceva da badante tenendola con sè nella propria casa a Loreto in cambio della pensione e in accordo con la figlia.

Si dovrà discutere nei prossimi mesi se l’imputata ha o meno realmente maltrattato l’anziana donna con percosse e minacce, addirittura privandola della libertà e facendosi consegnare i proventi dell’elemosina che la stessa presunta vittima avrebbe racimolato con il tacito assenso dell’imputata.

Sono molti gli elementi oscuri della vicenda e secondo l’avvocato della vittima, Ivo Iachini, il caso è molto delicato e complesso. Per lui è necessario offrire il massimo riserbo e rispetto delle parti.

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