ASCOLI PICENO – Il sindaco Guido Castelli ha predisposto martedì 15 giugno, un’ordinanza in cui vieta ai titolari delle attività di somministrazione alimenti e bevande, compresi i circoli privati, ai  titolari di pubblici esercizi quali sale giochi, locali di pubblico spettacolo e trattenimenti vari presenti in tutto il territorio comunale di diffondere o consentire la diffusione della musica, di rumori e schiamazzi all’esterno del locale.

Ordinanza che ora è stata trasmessa al Prefetto di Ascoli, Pasquale Minunni, per predisporre gli strumenti adeguati per un’efficace attuazione. Anche i rappresentanti delle associazioni dicategoria si sono dimostrati favorevoli, si legge nella nota diffusa dal gabinetto del sindaco, dopo che negli ultimi anni sono pervenuti esposti di cittadini e segnalazioni degli organi di controllo e delle autorità competenti relative ad episodi di schiamazzi, urla, strepiti e rumori dovuti alla permanenza di avventori al di fuori dei locali sede di pubblici esercizi, che creano disturbo alla quiete pubblica, specie nelle ore notturne.
Sussiste l’obbligo giuridico di controllare che la frequentazione del locale da parte dei clienti non sfoci in condotte contrastanti con la polizia di sicurezza» afferma il sindcao Castelli.

Rimarrà comunque possibile superare i limiti previsti dalle vigenti disposizioni in materia di inquinamento acustico, fatto salvo il possesso di specifica autorizzazione in deroga rilasciata ai sensi del vigente piano comunale di zonizzazione acustica. Stesso discorso sarà possibile in relazione alla situazione contingente, al periodo e all’orario, alle caratteristiche dell’area di ubicazione del locale, al numero di persone coinvolte e al grado di intensità dell’attività rumorosa’.
Rimangono poi i divieti e le prescrizioni relative all’abbandono di bottiglie e altri contenitori di vetro, lattine, residui di consumazioni, cocci e simili nelle vicinanze dei locali cioè nell’area ricompresa in un raggio di 20 metri dall’ingresso del locale.

Per le violazioni della presente ordinanza verranno applicate ulteriori sanzioni in capo al titolare dell’esercizio pubblico al quale è contestata la violazione accertata. Violazioni che vanno dalla sospensione dell’attività per tre giorni, alla sospensione per cinque giorni nel caso di reiterazione dell’infrazione, quando non siano decorsi tre mesi dal precedente accertamento, fino alla revoca dell’autorizzazione o all’ordine di cessazione dell’attività svolta nel locale nel caso di ripetute e gravi violazioni.

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