GROTTAMMARE – Dal novembre 2008, presso il Largo Il Tarpato a Grottammare, nei pressi del Torrione della Battaglia, sorge Argyla, un laboratorio di ceramica artistica unico nel suo genere. Gli ideatori, Giancarlo Livori e Yvonne Rosetti, creano oggetti d’utilizzo con una attenzione esclusiva alla matericità. Le terrecotte da essi prodotte, al tatto, risultano estremamente sottili e leggere. Qualità che avvicina queste mezze maioliche all’eleganza della porcellana.

La mezza maiolica è una tecnica antichissima, praticata fin dal Medioevo. Come spiega Livori: «Consiste nel decorare l’oggetto ancora crudo, dopo la foggiatura, a ingobbio. Per l’ingobbio ci si avvale di argilla liquida, cremosa, ossidi e pigmenti e, in ultima istanza, di un vetrificante che dopo la cottura fa risultare lucido l’oggetto». Per quel che concerne la forma delle ceramiche, esse sono tutte plasmate con la tecnica del “colombino” o “lucignolo”, sovrapponendo, cioè, anelli di creta di varia misura (“salsicciotti”) che verranno levigati poi, internamente ed esternamente.

I vasi, i bicchieri, i piatti realizzati, solo in parte richiamano la tradizione. «In realtà sono frutto di uno studio, di una ricerca personale, di un’istintività anche» chiarisce la ceramografa Yvonne Rosetti. «Noi non progettiamo mai. Quando un oggetto originale ci soddisfa, solo allora creiamo il calco in gesso a stampo e ne realizziamo una serie. In essi è fondamentale la decorazione, che deve completare il pezzo. A volte, però, decidiamo di non dipingere quegli oggetti che hanno già in sé una decorazione “scultorea”».

L’unicità, di forma e decorazione, di tale produzione, richiama un discreto numero di estimatori locali, piuttosto che di turisti occasionali. «La nostra clientela», afferma Livori, «è costituita soprattutto da gente del luogo che, tramite passaparola, arriva qui perché ha visto qualche oggetto in casa di amici».

L’allestimento di un laboratorio-negozio di ceramica artistica a Grottammare, in un luogo così suggestivo come il Torrione della Battaglia, era da tempo nei propositi dei due titolari. Giancarlo Livori racconta: «Sono sempre stato attratto dalla ceramica. E’ stata una delle mie prime passioni. Nella vita, però, dopo la Laurea in Architettura, mi sono prestato alla professione, finché non ho fatto conoscenza con una designer parigina che, insegnandomi alcune tecniche di lavorazione della terracotta, ha fatto rinascere in me la passione sopita per la ceramica». Così, dopo l’incontro con l’artista e fotografa sambenedettese, Yvonne Rosetti, che condivide con lui la medesima passione, i due hanno deciso, un paio di anni fa, di avviare il progetto Argyla Ceramiche, che costituisce, nella zona, una rara sperimentazione di ceramica moderna di alto valore artistico.

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