SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bei momenti per la Riserva naturale regionale della Sentina. Dall’Unione Europea arriva il finanziamento di 500mila euro per la rinaturalizzazione della fascia dei “laghetti” vicino alla costa (altri 600mila euro dovranno essere finanziati dagli enti locali), il Piano di Gestione vede la luce nella sua veste preliminare.

Il documento, una sorta di piano regolatore della Riserva (anche se non ammette nuove edificazioni, ma solo riqualificazioni dei casolari esistenti per fare bed & breakfast, maneggi per ippoterapie, centri benessere, punti base per l’escursionismo) disciplinerà quali attività economiche possono essere fatte nella Riserva, disciplinerà l’agricoltura («basta agricoltura intensiva, ci sarà spazio solo per il biologico», dice il presidente dell’ente gestore Pietro D’Angelo), la viabilità (si pensa a liberalizzare l’accesso in auto nella parte più esterna della Riserva, ora consentito solo ai residenti, e a bloccare gli accessi nella parte più tutelata in corrispondenza del nuovo sottopasso San Giovanni). E poi ponti ciclopedonali, sul Tronto vicino al depuratore e sul fosso collettore nel confine nord della Riserva, per collegarla meglio a San Benedetto e Martinsicuro. Ovviamente un sistema finalmente articolato di piste ciclabili.
Anche il Comune di Ascoli, proprietario dei due terzi della Riserva in virtù di un lascito testamentario, sarebbe soddisfatto della bozza di Piano di Gestione redatto dal professor Massimo Sargolini dell’università di Camerino.

Legambiente e Lipu, presenti all’incontro, hanno espresso soddisfazione per le linee guida, auspicando che la loro realizzazione concreta però non intacchi in alcun modo i delicati equilibri naturali della zona, uno degli ultimi polmoni non edificati della costa medio Adriatica.

L’assessore all’Ambiente del Comune di San Benedetto, Paolo Canducci, spiega: «La bozza di Piano segue il nostro approccio di una ecologia combinata con la valorizzazione economica e ricettiva».

Pietro D’Angelo, storico esponente dei Verdi e “padre” della Riserva anche in virtù della sua attività di consigliere regionale, auspica che il Piano di Gestione venga approvato entro ottobre: «Dopo lunghi studi sulla flora e sulla fauna della Riserva, ascoltando suggerimenti e cercando fondi europei che stanno arrivando, ora abbiamo in mano un documento che riscuote apprezzamento da parte degli enti pubblici coinvolti. Ascoli, come da lascito testamentario, intende perseguire una utilità sociale per la Riserva, è quello che prevediamo anche noi, ovviamente nei limiti di ciò che è consentito in una Riserva Naturale. Il transito veicolare, per dire, deve essere ridotto all’indispensabile, altrimenti la Sentina morirebbe».

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