SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Circondata ed attaccata, da destra e da sinistra. Non è stato un bel risveglio per Giulietta Capriotti che, all’indomani del Consiglio Comunale indetto in concomitanza con la partita tra Italia e Paraguay, si è ritrovata inondata di contestazioni più e meno pesanti. Primavera, Gabrielli, Poli e persino Lina Lazzari che, attraverso una lettera scritta alla Presidente del Consiglio, aveva storto il naso dinanzi al giorno prescelto per l’assise. Tutti concordi nell’alzare la voce.

«Basterebbe leggere il regolamento», si difende la Capriotti. «L’articolo 76 dice chiaramente che il consiglio viene convocato per determinazione del Presidente. Giorni fa ho sentito il sindaco e i capigruppo, ricevendo la loro disponibilità. Ho avuto i numeri necessari e dato la conferma per il 14 giugno. Senza il numero non avrei potuto tenere il Consiglio».

Una data però “critica”, visto l’impegno della Nazionale, che per qualcuno è parso indiscutibilmente provocatorio. «Inizialmente nemmeno sapevo che avrebbero giocato gli azzurri, l’ho scoperto successivamente. In ogni caso io devo rispondere alla città e ai cittadini, non a Lippi. Organizzandola di pomeriggio ho inoltre risparmiato, evitando di pagare al personale gli straordinari».

Infine una risposta piccata a chi oggi, a freddo, ipotizza che si sia trattato di un modo per velocizzare un dibattito che avrebbe potuto rivelarsi delicato: «Bugie. Pure qui mi affido al regolamento che dice che ogni consigliere ha 10 minuti di tempo e altri 3 per la dichiarazione di voto. L’ho rispettato a pieno e mi rammaricano certe tesi».

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