SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Siamo in mano a persone che mettono in prima fila la partita rispetto alle esigenze della città e dei cittadini». E’ la presa di posizione del Popolo della Libertà, all’indomani del contestato consiglio comunale che ha visto la sua conclusione alle 20.30, contemporaneamente all’inizio del match-mondiale tra Italia e Paraguay.

«La colpa – ammonisce Bruno Gabrielli – è del presidente del consiglio Giulietta Capriotti, che avrebbe potuto scegliere un altro giorno per la discussione di temi così importanti». Un’accusa condivisa da Giovanni Poli che, dopo aver contestato l’organizzazione dell’assise («gli ultimi due punti all’ordine del giorno non erano nemmeno stati visti in Commissione»), ha esposto dubbi sull’atteggiamento della Presidente del Consiglio: «Mi vien da pensare che la data sia stata scelta volutamente per andare incontro a discussioni brevi e ad un dibattito rapido».

I temi del contendere non si limitano però solo a questioni di “calendario”. Pasqualino Piunti infatti, boccia drasticamente una manovra di bilancio capace con un «taglio ricreativo, più che sociale». Non solo, ad indignare l’ex vicesindaco è la decisione di portare a due le rate annuali della Tarsu, la tassa sui rifiuti: «Sarebbero dovute rimanere quattro, soprattutto in un periodo di grave difficoltà economica come questo. L’amministrazione si riempie tanto la bocca su certi problemi, ma poi i comportamenti che adottano li notiamo tutti. Mi auguro almeno – conclude – che la decisione sia stata presa davvero dalla maggioranza e non da qualche piano alto, dato che ieri molti consiglieri di sinistra sembravano cadere dalle nuvole».

Infine, ancora Gabrielli torna sull’emendamento presentato e bocciato, nel quale si chiedeva di togliere una parte di finanziamenti (circa 100mila sui circa 300mila totali) dall’impegno per il calendario estivo Scenaperta per un fondo di garanzia a sostegno delle piccole e medie imprese: «Non è passato per poco. Purtroppo non si amministra col buonsenso del padre di famiglia. Anzi, in vista delle elezioni del 2011 il sindaco cerca di introitare soldi per spenderli in futuri consensi. Gaspari oramai non ha più i numeri. La sua maggioranza si è sgretolata e non gli bastano più nemmeno Felicetti e Costantini. Se fosse responsabile, si dimetterebbe…».

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