SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Largo ai giovani, anche al seggio. Questo il proposito de “La Destra” sambenedettese che, in vista delle future elezioni comunali in programma nella primavera del 2011, vorrebbe estendere il diritto al voto ai cittadini italiani che abbiano compiuto 16 anni.

«Un’idea – spiega Lucia Mosca – nata in contrapposizione all’approdo a fine mese nelle aule parlamentari del disegno di legge presentato dall’onorevole Granata e dai seguaci di Gianfranco Fini come sempre a favore della concessione della cittadinanza breve e del voto agli immigrati».

«La Destra – continua – guarda al contrario prima di tutto agli italiani, in particolar modo ai giovani e confida nella loro capacità di giudizio e valutazione. Già in Austria il voto ai sedicenni è una realtà. Per qualcuno si è trattato di pazzia, per altri di responsabilizzazione dei giovani, della risposta all’invecchiamento della popolazione. Quello che è certo è che la riforma ha rappresentato una svolta. A quell’età i giovani hanno la responsabilità di come organizzare la propria vita, hanno terminato la scuola dell’obbligo e sono politicamente consapevoli».

La Mosca infine chiarisce: «Il nostro ordinamento giuridico fissa diversi limiti d’età: a partire dai 16 anni ad esempio i giovani possono decidere liberamente la religione e la confessione da seguire. La Chiesa evangelica riformata prevede anch’essa il diritto di voto a partire dai 16 anni. Altri esempi di limite d’età a 16 anni sono la maggiore età per le decisioni riguardanti il rapporto sessuale o il permesso di acquistare bevande alcooliche».

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