SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Al secondo giorno di Mondiali siamo già entrati nel vivo: ecco a voi Argentina e Inghilterra, due delle favorite – sulla carta – per la vittoria finale. L’impressione migliore la fa l’Albiceleste, trascinata da un settore offensivo con i fiocchi: Messi, Tevez, Di Maria e Higuain (e un certo Milito in panchina) con la loro velocità e tecnica sanno come mettere in difficoltà qualsiasi difesa, compresa quella non trascendentale della Nigeria. Peccato che oggi siano in giornata-no: Messi e Higuain cercano il gol in ogni modo ma l’imprecisione e un grande Enyeama dicono loro di no.
Ci pensa un difensore, allora, a far esplodere di gioia il criticato ct Diego Armando Maradona: sugli sviluppi di un corner battuto dal redivivo Veron è Heinze, lasciato tutto solo in area, a insaccare di testa. Il resto è tanto possesso palla dell’Argentina non concretizzato a dovere; in fase difensiva i sudamericani però sono troppo lenti e prestano il fianco alle veloci ripartenze delle Super Aquile nigeriane, che sfiorano il pareggio in più occasioni grazie ai nuovi innesti nella ripresa. L’Argentina porta a casa i primi tre punti, ma dovrà crescere ancora: incontri così vanno chiusi, altrimenti si rischia grosso. La Nigeria, comunque, porta bene a Maradona, che contro gli africani aveva giocato l’ultima gara (vincente) dei Mondiali da calciatore a Usa ‘94, prima della squalifica per doping.
Meno bene l’Inghilterra: si intravede a sprazzi lo spirito del “sergente di ferro” Capello, ma tra assenze (Beckham, Ferdinand) e “casi” vari (vedi Terry e Bridge – quest’ultimo ha dato addirittura l’addio alla nazionale -) l’ex tecnico di Milan, Roma e Juve non è riuscito ancora a dare l’impronta vincente. Il bel gol al 4’ del capitano Gerrard illude, ma poi sono gli Stati Uniti a prendere in mano il gioco, anche se l’Inghilterra è spesso pericolosa in contropiede. Il primo tempo sembra comunque avviarsi alla fine con i Leoni in vantaggio, quando ci pensa il portiere Green a cambiare il volto del match: su un innocuo tiro di Dempsey, l’estremo difensore del West Ham si fa sfuggire il pallone che rotola beffardo in rete.
Quello del portiere era uno degli enigmi da risolvere per Capello, alle prese con alternative non stellari (James e Hart): chissà se verrà data ancora fiducia a Green dopo quanto combinato contro gli Usa. Nel secondo tempo l’Inghilerra spinge: Rooney prova più volte a chiudere la partita, ma trova un Howard reattivo sulla sua strada. Gli Usa, ormai una solida realtà del Mondiale, legittimano il risultato con qualche buona occasione, come il tiro di Altidore deviato sul palo da Green (che rischia l’autogol…). L’Inghilterra non riesce a “vendicare” la storica sconfitta dei Mondiali 1950: per puntare alla finale (l’obiettivo dichiarato di Capello) servirà di più.
Il terzo match di giornata ha visto di fronte Corea del Sud e Grecia, inserite nel girone B con Argentina e Nigeria. Male gli ellenici, lontani parenti della squadra-sorpresa di Euro 2004: al timone c’è ancora il tedesco Rehhagel, ma i giocatori in campo sono lenti e senza idee. Tutt’altra musica sul versante coreano, dove la stella Park (Manchester United) trascina i compagni: già al 7’ vanno in vantaggio grazie al gol del difensore Lee Jung Soo sugli sviluppi di un corner calciato da Park. Poi è dominio degli asiatici, che chiedono un rigore su fallo di Vyntra e all’inizio della ripresa chiudono il discorso con una bella azione di Park, che firma il 2-0. Il portiere Tzorvas evita alla Grecia un passivo più pesante: sembrano davvero poche le speranze per gli ellenici (che non hanno ancora mai segnato al Mondiale: l’unica altra partecipazione fu a Usa ‘94) di passare il turno.

Corea del Sud-Grecia 2-0 (Port Elizabeth)
COREA DEL SUD (4-4-2): Jung Sung Ryong; Cha Du Ri, Cho Yong Hyung, Lee Jung Soo, Lee Young Pyo; Lee Chung Yong (46’ st Kim Jae Sung), Ki Sung Yueng (30’ st Kim Nam Il), Kim Jung Woo, Park Ji Sung; Park Chu Young (43’ st Lee Seung Yeoul), Yeom Ki Hun. All. Huh Jung Moo.
GRECIA (4-4-2): Tzorvas; Seitaridis, Papadopoulos, Vyntra, Torosidis; Samaras (14’ st Salpingidis), Tziolis, Katsouranis, Karagounis (1’ st Patsatzoglou); Charisteas (16’ st Kapetanos), Gekas. All. Rehhagel.
Marcatori: 7’ pt Lee Jung Soo (C), 7’ st Park Ji Sung (C).
Ammoniti: Torosidis (G).
Arbitro: Hester (Nzl). Assistenti: Hintz (Nzl), Makasini (Tga).
Note: temperatura 19° C. Possesso palla: 50% Corea del Sud, 50% Grecia. Uomo partita Fifa: Park Ji Sung (C).

Argentina-Nigeria 1-0 (Johannesburg, Ellis Park)
ARGENTINA (4-2-3-1): Romero; Gutierrez, Demichelis, Samuel, Heinze; Veron (28’ st Maxi Rodriguez), Mascherano; Tevez, Messi, Di Maria (40’ st Burdisso); Higuain (34’ st Milito). All. Maradona.
NIGERIA (4-3-3): Enyeama; Odiah, Yobo, Shittu, Taiwo (29’ st Uche); Haruna, Etuhu, Kaita; Obinna (8’ st Martins), Yakubu, Obasi (15’ st Odemwingie). All. Lagerback.
Marcatori: 6’ pt Heinze (A).
Ammoniti: Gutierrez (A), Haruna (N).
Arbitro: Stark (Ger). Assistenti: Salver (Ger), Pickel (Ger).
Note: temperatura 16° C. Possesso palla: 58% Argentina, 42% Nigeria. Uomo partita Fifa: Enyeama (N).

Inghilterra-Stati Uniti 1-1 (Rustenburg)
INGHILTERRA (4-4-2): Green; Johnson, King (1’ st Carragher), Terry, A. Cole; Lennon, Lampard, Gerrard, Milner (31’ pt Wright-Phillips); Heskey (34’ st Crouch), Rooney. All. Capello.
STATI UNITI (4-4-2): Howard; Bocanegra, Demerit, Onyewu, Cherundolo; Donovan, M. Bradley, Clark, Dempsey; Altidore (41’ st Holden), Findley (32’ st Buddie). All. B. Bradley.
Marcatori: 4’ pt Gerrard (I), 40’ pt Dempsey (S).
Ammoniti: Milner, Carragher, Gerrard (I), Cherundolo, Demerit, Findley (S).
Arbitro: Simon (Bra). Assistenti: Hausmann (Bra), Braatz (Bra).
Note: temperatura 14° C. Possesso palla: 54% Inghilterra, 46% Stati Uniti. Uomo partita Fifa: Howard (S).

Classifica (girone B): Corea del Sud e Argentina 3, Nigeria e Grecia 0

Il programma di domenica 13 giugno:
ore 13.30 Algeria-Slovenia (gir. C, Polokwane)
ore 16.00 Serbia-Ghana (gir. D, Pretoria)
ore 20.30 Germania-Australia (gir. D, Durban)

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