MASSIGNANO – Durante la conferenza svoltasi nel ristorante Forever Young il 10 giugno scorso si è parlato di “Centrali elettriche ad olio vegetale. Inquinamento ed effetti sulla salute dei cittadini e l’agricoltura”. Il comitato Villa Santi-Valmenocchia, nato contro la costruzione di una centrale a biomasse per il consumo energetico dello stabilimento Texon, si dice esasperato verso il sindaco Paolo D’Erasmo di Ripatransone, asserendo che “avrebbe negato al comitato il permesso di fonica per promuovere l’incontro”, nel paese che amministra e che nonostante fosse stato invitato non si è presentato, mandando al suo posto il responsabile provinciale dell’ambiente del Pd, Giuseppe Del Bono a distribuire un volantino del sindaco a tutti i partecipanti. Per il resto l’incontro si è svolto trattando il caso dal punto di vista medico-scientifico e in un secondo momento trattando la parte burocratica.
In ambito medico-scientifico gli interventi del chimico Onorato Maroni, del medico Floriano Marsili e la visione del commento video del professore Stefano Montanari dell’università di Modena, esperto di nano diagnostica, hanno sottolineato la presunta pericolosità dell’esposizione a sostanze modificate ad alte temperature e volatizzate nell’aria, le nanoparticelle. L’inalazione e l’ingerimento di questi elementi dispersi nell’aria e che si posizionano sui vegetali, provocano problemi di vario genere dagli infarti, all’ Alzheimer, al tumore.

A livello burocratico le osservazioni fatte mettono in luce una vicenda complessa. Il sindaco di Montefiore Achille Castelli ha riproposto tutta la cronistoria. Nel decreto regionale che autorizza la costruzione dell’impianto a oli vegetali richiesto dalla Texon, l’Arpam e i Vigili del fuoco avevano dato parere favorevole da confermare una volta fosse arrivata una maggiore documentazione da parte dell’azienda.

A tutt’oggi tale documentazione risulterebbe non pervenuta e il sindaco di Massignano, Marino Mecozzi, si chiede se questa attesa avrà mai un termine: «Ma non esiste una data di scadenza riguardante le integrazioni a un decreto regionale? Quanto dovremo aspettare? Un anno? Dieci anni?».

Nel decreto la ditta Texon ha dichiarato “di utilizzare olio vegetale originato da materie prime provenienti dal territorio regionale”. Su questo punto i relatori hanno espresso dubbi, sostenendo che dei 2500 ettari coltivati a girasoli che servono per produrre energia l’azienda potrebbe usufruirne solo di circa 210.

L’intervento dell’agronomo Silvio Pierdomenico ha sottolineato la presunta pericolosità di convogliare l’agricoltura con l’unico scopo di ottenere energia rinnovabile. «Se si disgiunge il settore dalla realtà dal territorio e dalla tradizione, non ci sarà più futuro».  Le piccole aziende dovrebbero essere tutelate, così come i prodotti di nicchia di origine biologica che producono, continua Pierdomenico: «Diversamente se si puntasse sulle grandi coltivazioni, sull’ Agro Business, si perderebbero le eccellenze italiane che puntano sulla qualità, schiacciate già da una profonda crisi».

Richieste del comitato alla Provincia, durante l’incontro: «No agli insediamenti selvaggi. Valutazione dell’impatto ambientale. Definire la soglia dei fumi emessi dalle combustioni» La presenza dell’assessore provinciale all’Ambiente Mariani fra il pubblico, ha permesso una celere risposta. Mariani si è infatti impegnato a garantire nel futuro una maggiore presenza della Provincia di Ascoli Piceno per la tutela dei territori

Diversi commenti del pubblico, al termine dell’incontro, che si possono riassumere con la frase del sindaco di Carassai, Tiziana Pallottini: «Questa centrale non deve essere fatta, semplicemente perché non la vogliamo».

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