ASCOLI PICENO – Anche il Terzo Settore nella compagine di imprenditori che intende riconvertire uno dei siti industriali dismessi più importanti del Piceno, creando utili dalla bonifica e dalla riqualificazione dell’area ex Sgl Carbon.
La Fondazione Carisap ha acquistato una quota del 14,29% (pari a 500mila euro) del capitale sociale di Restart Srl. Gli altri soci principali sono Restart Scarl (31,43%), Fainplast (38,57%), Emmetregi (15,71%).
La compagine di piccole e medie imprese, nata su iniziativa dell’attuale presidente di Assindustria Ascoli, Bruno Bucciarelli, ha acquistato l’area nei mesi scorsi. Comprende una novantina di altre realtà imprenditoriali, prevalentemente edili, ed è presieduta dal costruttore Franco Gaspari.
Una volta bonificata, nelle intenzioni dei privati e degli enti pubblici l’area dello storico stabilimento industriale alle porte di Ascoli dovrebbe ospitare un polo tecnologico e scientifico, oltre ad una zona residenziale nuovissima.
Afferma la Fondazione Carisap in una nota ufficiale: «L’ingresso nella compagine sociale ha visto la contestuale stipula di un accordo parasociale, nel quale i soci della Restart hanno attribuito alla Fondazione il potere di indicare un amministratore della Restart stessa con delega piena ed esclusiva ad operare per individuare, reperire e proporre al consiglio di amministrazione le opportunità per la valorizzazione dell’area ex Sgl Carbon e per la realizzazione di un polo tecnologico-scientifico e culturale».
La figura che verrà scelta, anticipa il presidente della Fondazione Vincenzo Marini Marini, non dovrà essere un professionista del luogo, né tantomeno un mero accademico, ma un manager che abbia avuto già esperienze in iniziative innovative.
Minimo un anno: questo il tempo entro il quale l’apporto della Fondazione potrà vedere i primi risultati in termini di progetto e idee.
«L’iniziativa Restart, partita con l’ammirevole opera di Bucciarelli – continua il presidente della Fondazione Carisap – va avanti con l’impegno di questi imprenditori del luogo e noi vogliamo dare il nostro apporto perché riteniamo l’area ex Carbon un potenziale volano di sviluppo di Ascoli e del Piceno. Le istituzioni politiche, da Canzian a Celani a Castelli, hanno condiviso la sfida con grande interesse. Ora ci rimbocchiamo le maniche, il progetto si annuncia arduo. Gettiamo il cuore oltre l’ostacolo, sperando di accompagnare il progetto con energie intellettuali e risvolti di utilità sociale».

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