ASCOLI PICENO – La Provincia si sta apprestando a varare una variante al Piano Territoriale di Coordinamento relativamente alla regolamentazione per l’installazione di impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili. Questo anche in seguito a numerose proteste soprattutto da parte degli operatori del settore agricolo e agrituristico, che temono una proliferazione selvaggia di pannelli fotovoltaici nel territorio, con conseguenti danni all’agricoltura e all’impatto ambientale.

Proposte di delibere sono arrivate sia dalla maggioranza che dall’opposizione. In particolare Rifondazione Comunista ha chiesto che venga dato impulso alla realizzazione di impanti fotovoltaici su tetti di edifici nuovi, ma che al tempo stesso vengano salvaguardati i centri storici, le aree agricole protette (per le altre un massimo di 20 kilowatt) e gli edifici di interesse storico e architettonico. Maggioranza e opposizione hanno convenuto poi anche sulla necessità di sfruttare tetti di capannoni e di stabilimenti industriali, evitando così di togliere terreno utile per l’agricoltura. Norme di salvaguardia, insomma, volte a tutelare il territorio anche da speculazioni e interessi esclusivamente privati.

Il presidente Celani ha promesso impegno nel presentare la delibera alle rispettive commissioni già nel giro di quattro cinque giorni, per poi essere inserito al primo punto all’ordine del giorno del prossimo consiglio, nel tentativo di operare una variante al Ptc che trovi un punto di equilibrio tra incentivi e limitazioni.

Durante la seduta di giovedì è stata approvata anche una variazione di bilancio di oltre 500 mila euro che, ha assicurato l’assessore Crescenzi, non graverà sulle casse dell’Ente, in attesa anche di una sentenza del Tar relativamente alla distribuzione dei fondi Fas, che attualmente prevedono una divisione tra Ascoli e Fermo rispettivamente del 57% e 43% quando in realtà i costi sostenuti dalla sola provincia di Ascoli sono pari al 75%. La variazione è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza e quelli contrari dell’opposizione, polemica per il mancato utilizzo di alcuni edifici della Provincia con relative problematiche in termini di spese.

A fine seduta è scaturita una accesa tra il presidente del consiglio Falcioni e Massimo Rossi sui tempi di intervento durante i dibattiti. Polemica nata quando Rossi è stato pregato da Falcioni di concludere il proprio intervento e proseguita con toni più accesi dopo la conclusione della seduta, quando Massimo Rossi ha lamentato da parte del presidente un trattamento impari e un comportamento poco rispettoso e nei suoi confonti.

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