SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Reti in fibra ottica di nuova generazione: un’opportunità di crescita per il territorio”: questo il titolo del convegno che si è tenuto venerdì 11 giugno al Palazzo Vannicola di Via Mare.

L’iniziativa, organizzata dal Consorzio Universitario Piceno, in collaborazione con il Consortium Garr (la Rete italiana dell’università e della ricerca), ha avuto lo scopo di sensibilizzare istituzioni, università, centri di ricerca e imprese affinché incentivino i collegamenti ad alta banda per gli utenti di una stessa zona geografica e forniscano alle realtà locali un potente strumento di comunicazione.

La possibilità di trasferire e condividere in modo rapido ed efficiente la conoscenza rappresenta oggi uno strumento irrinunciabile per affrontare la competizione. Il vantaggio competitivo non sta tanto nell’essere gli unici depositari di un’informazione o di una tecnica, ma piuttosto nell’essere in grado di comunicarla, trasferirla, e talvolta condividerla in modo efficace, negli ambiti territoriali come anche nel mercato globale.

Il settore delle telecomunicazioni a banda larga ha vissuto nell’ultima decade una fase di espansione senza precedenti, mediante l’adozione sempre più massiccia di fibre ottiche “spente” come principale mezzo trasmissivo. Parallelamente vi è stata la progressiva affermazione del modello di “reti ibride”, che combinano la trasmissione a pacchetto con quella a circuito. I fondamentali vantaggi della fibra ottica risiedono nell’altissima velocità raggiungibile dal singolo circuito e nel grande numero di circuiti che si possono accendere contemporaneamente su una singola fibra, ovvero la disponibilità di aumentare la capacità di banda a costi limitati.

Tra gli intervenuti al convegno Marco Pacetti, presidente del Consortium Garr e Rettore  dell’Università Politecnica delle Marche, Marco Marletta che ha trattato le tematiche inerenti alle reti telematiche metropolitane e Garr, mentre Gianluca Mazzini ha presentato il piano del Lepida, un esempio concreto di Rete Regionale di Eccellenza. Rete della Regione Emilia Romagna, la sua realizzazione rappresenta una delle prime e più significative esperienze Italiane nel campo delle reti regionali, non solo a livello di innovazione tecnologica ma anche di filosofia di servizio al cittadino: un caso di successo che sperabilmente potrà ispirare altre amministrazioni locali. Lepida è una rete telematica regionale a beneficio delle pubbliche amministrazioni e di altre realtà locali d’interesse, quali Università, ASL, Ospedali e Scuole.

L’importanza di Lepida risiede soprattutto nella filosofia che c’è dietro: in Emilia Romagna si è attuata con successo la volontà politica di aggregare i più disparati Enti Pubblici, dalla Polizia di Stato all’Azienda Sanitaria, dall’Università al Comune, dalla Provincia ai Carabinieri, attraverso un modello che permette di condividere i costi, massimizzando allo stesso tempo la capillarità dell’accesso e la banda disponibile per ciascuno degli utenti. Lepida ha permesso in pochi anni di raggiungere oltre 300 comuni, la maggior parte in fibra, senza peraltro dimenticare i nuclei penalizzati da una posizione geografica problematica per quanto riguarda le possibilità di accesso alle tecnologie più moderne. Le fibre ottiche che costituiscono la dorsale della rete Lepida sono di proprietà della Regione, mentre gli altri Enti locali come Comuni e Province divengono proprietari delle reti urbane necessarie al collegamento degli uffici distribuiti nelle città. Attualmente su Lepida viaggia traffico disparato: dall’e-Government (con applicazioni come l’anagrafe delle imprese, il database topografico a supporto dell’Agenzia del Territorio, le applicazioni a supporto delle imprese ed i servizi demografici online per il cittadino), all’e-Democracy, all’e-Health (con servizi sperimentali come l’interscambio di dati clinici tra diverse strutture sanitarie per la gestione di protocolli e persorsi di cura integrati), alla valorizzazione del territorio attraverso il sistema informativo turistico regionale, alle applicazioni per i beni culturali e le scuole, senza dimenticare infine la ricerca. Grazie ad una consolidata collaborazione con GARR, che risale già al 2004, il traffico degli enti della comunità della ricerca e dell’istruzione può, infatti, transitare sulla rete Lepida.

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