SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Da Ascoli Piceno a Montesilvano, avevano clonato migliaia di tessere bancomat attraverso sportelli manomessi lungo la costa, riuscendo a prelevare finora circa 600mila euro. A fermare i due bulgari di 24 e 33 anni autori delle contraffazioni, ci ha pensato la Polizia Postale di Pescara, che ha a eseguito l’arresto in flagranza di reato mentre i due malviventi si apprestavano a recuperare degli skimmer (sofisticate apparecchiature elettroniche utilizzate per rubare codici e dati delle carte) da uno sportello di Montesilvano.

Il personale della Polpost ha anche scoperto una sorta di laboratorio che i due avevano allestito a Roseto, nell’appartamento di un residence che avevano affittato, e all’interno del quale è stato trovato e sequestrato molto materiale, anche per il confezionamento degli skimmer: c’erano, tra l’altro, circa 40 apparati skimmer, due computer con internet key, hard disk, penne usb, cd e dvd, 6 telefoni cellulari, 2 navigatori satellitari, una fotocamera digitale, documenti di identità, passaporti, carte di credito e supporti per carte di credito.
Le indagini della Polizia Postale, coordinata da Pasquale Sorgonà, sono partite a seguito del vertiginoso aumento delle denunce di clonazione (circa 300 in 40 giorni in questa zona). A seguito dei controlli attivati con le altre Forze dell’Ordine, sono state sequestrate da Polizia e Carabinieri di Pescara e Montesilvano una trentina di apparecchi illegali e si è proceduto al monitoraggio di circa 400 sportelli, molti dei quali già “attaccati” dai clonatori.

Durante i servizi di appostamento su uno sportello dove era stato individuato uno skimmer, la Polizia Postale è riuscita a bloccare i due responsabili. L’arresto è stato filmato dalle telecamere della banca e sempre le immagini riprese da questi impianti mostrano che per installare uno skimmer bastano appena 18 secondi.

La Polizia ritiene che le vittime dei bulgari siano almeno un migliaio per un danno approssimativo di 600mila euro (in media 750 euro ogni carta) ma i due erano già in possesso dei dati per clonare altre 4mila carte per cui si ritiene che sia stato stroncato un traffico che avrebbe prodotto un danno di due milioni e mezzo di euro.

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