SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Questo Ospedale (non) è un albergo”! E invece sembra proprio di sì, stando alla soddisfazione di coloro che hanno creduto in un progetto sperimentale nato dalla collaborazione tra la Zona Territoriale numero 12 e l’Istituto Professionale Alberghiero di Stato. Lo scopo, migliorare la qualità alberghiera del presidio ospedaliero “Madonna del Soccorso” grazie alle competenze professionali degli studenti dell‘Istituto.
Giovedì 10 giugno alle ore 11, presso la sala riunioni della Direzione di Zona, si è tenuta la cerimonia conclusiva del percorso, con la proiezione di un filmato relativo all’esperienza e la consegna degli attestati alle 16 stagiste da parte di Remo Appignanesi, direttore del Presidio Ospedaliero.

Sedici ragazze infatti sono state scelte per favorire l’accoglienza aiutando gli utenti ad orientarsi all’interno dei vari reparti, grazie anche al sostegno dei tutor e dei medici dell’Ospedale: Servizio Accoglienza e Informazione, Diabetologia, Medicina Trasfusionale, Ostetricia, Ginecologia, Riabilitazione ed Ortopedia; somministrando, al termine delle due settimane di prova, un questionario per misurare il gradimento dell’iniziativa da parte dei pazienti dell’Ospedale.

«Si tratta di un esperimento di grande collegamento con il territorio, che non ha precedenti in Italia – spiega il preside dell’Istituto Alberghiero di San Benedetto ed Ascoli, Giovanni D’Angelo – Oggi, con la riforma degli Istituti secondari nel segno dell’alternanza scuola-lavoro, c’è l’obbligo, per ogni scuola, di effettuare degli stage. E un ospedale offre tutti i settori formativi che interessano i nostri studenti: servizio mensa, accoglienza, sala bar. Inoltre è un buon modo per superare alcuni punti di criticità dei nostri Ospedali, spesso contestati per i tempi d’attesa troppo lunghi e lo scarso senso di accoglienza verso gli utenti. Gli anziani ricoverati nel reparto Geriatria, in particolare, hanno apprezzato le attenzioni e la buona disposizione nei loro confronti».

Le studentesse, entusiaste, hanno auspicato un seguito a settembre, trovando appoggio nelle parole del preside e dei coordinatori dei reparti. «Stiamo lavorando per ripartire in autunno con una nuova esperienza e poter mandare ciclicamente altri gruppi di ragazzi a svolgere stage in ospedale», conclude D’Angelo.

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