SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Siamo a favore della legalità, e queste ordinanze vanno nella direzione di disciplinare gli esercenti e gli avventori. Non cambia molto rispetto a prima, ora però chi trasgredisce le regole può essere penalizzato ancora di più». Il parere di Fausto Calabresi, rappresentante Confcommercio in Riviera, sulle ultime due ordinanze del sindaco Gaspari relative alla movida e agli orari di chiusura delle attività di pubblico svago è tutto sommato positivo.

Meno conciliante il collega Bruno Tommasi Traini, rappresentante provinciale di Confesercenti. Che dice: «Sul principio di legalità non discutiamo, però il restringimento continuo delle possibilità, i vincoli, i paletti, non fanno bene al turismo, penalizzano chi investe in questo settore».

Ci permettiamo un’interpretazione delle recenti novità introdotte dal Comune, più che altro rispetto all’ordinanza degli orari di chiusura (quella sul “no alcol” per i minorenni è sacrosanta e crediamo indiscutibile).

Alcune decisioni sono francamente molto restrittive, come l’obbligo di chiudere a mezzanotte per le pizzerie d’asporto o i kebab. Già sulle gelaterie, che d’estate indubbiamente sono un ottimo passatempo per turisti e cittadini anche dopo la mezzanotte, il Comune ha anticipato che ci sarà elasticità nell’applicazione della norma. Crediamo sarà così anche per pizzerie e kebab, purchè siano “posti tranquilli”, senza giri strani davanti. Del resto l’ordinanza lo dice chiaramente: l’orario di chiusura può essere posticipato di due ore se durante l’anno precedente il locale non è stato segnalato per disturbo della quiete pubblica o del decoro urbano.

Forse la ratio di questa ordinanza è quella di avere uno strumento per una facile punizione dei locali più indisciplinati secondo i criteri del Comune. Quelli più disciplinati, forse, verranno “lasciati vivere” più elasticamente. Fino a quando non si meriteranno dei richiami o delle sanzioni anche loro.

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