MONTEPRANDONE – Sei vittorie stagionali più un’assegnazione di Campione Regionale Marche: “Capodicasa La Squadra” fa davvero sul serio, portando a casa un successo dietro l’altro. Nel giro di una settimana il gruppo di esordienti allenato da Di Federico si è aggiudicato tre primi posti: il 30 maggio Bruno Capodicasa, punta di diamante della società, ha vinto in Toscana, seguito da Andrea Troiani, il 2 giugno Christian Nepa ha ottenuto la sua prima vittoria a Recanati, seguito dai compagni di squadra Bruno e Andrea, e il 6 giugno a Fano Capodicasa si è guadagnato il titolo di Campione Regionale Marche Esordienti I anno.

Vi aspettavate questi risultati?

«Abbiamo lavorato per ottenerli. Sapevamo di avere dei ragazzi preparati che avevano avuto dei buoni piazzamenti l’anno scorso. Ma molto importante è stato il sostegno delle famiglie, che si sono integrate bene nel ciclismo ed hanno appoggiato i loro figli».

La società è cresciuta negli ultimi tempi. Di chi è il merito maggiore?

«Principalmente dei ragazzi che si impegnano e ascoltano alla lettera i suggerimenti miei e del direttore sportivo. Edoardo Di Federico, mio nipote, è iscritto alla Fci ed è una persona molto competente per il suo ruolo. Da parte mia vale invece l’esperienza ciclistica: ho corso dall’età di 14 fino ai 21 anni e seguo da sempre questo sport».

Che rapporto si è instaurato tra i ragazzi? È forte lo spirito di squadra o prevale la competizione?

«All’inizio si temeva un po’ che prevalesse la competizione, ma poi ci siamo resi conto che i ragazzi sono tutti capaci e si spronano a vicenda. Anche Tommaso Silenzi, che l’anno scorso aveva avuto risultati modesti, ora è migliorato. Leonardo Giri ha iniziato quest’anno, quindi ha meno esperienza, ma fisicamente è all’altezza. Di Lorenzo Fuschi siamo rimasti molto contenti per il quarto posto dell’ultima gara a Fano, che è il suo primo risultato importante. Per quanto riguarda Bruno Capodicasa, che è alla sua quinta vittoria stagionale, un po’ ci aspettavamo questi traguardi, visti gli esiti delle gare passate. Di lui possiamo dire che è in grado di competere a livello nazionale. Per Christian Nepa, finalmente è arrivata la prima vittoria a Recanati. È un ciclista già dotato, che l’anno scorso ha vinto 12 gare. Anche Andrea Troiani è un altro ragazzo molto valido: dopo cinque secondi posti gli manca solo una vittoria».

Quali sfide ora vi attendono?

«Per un periodo i ragazzi non avranno gare, anche se questo non vorrà dire l’abbandono degli allenamenti. Poi il 17 luglio in Liguria si svolgeranno i Campionati Italiani di Ciclismo. La regione Marche selezionerà 5 esordienti tra i migliori sul territorio per parteciparvi: noi ci aspettiamo che 3 dei nostri verranno scelti, sulla base dei risultati ottenuti».

Questi atleti sono ancora molto giovani, ma in essi sono riposte grandi speranze. Che cosa si augura per loro un padre nonché il vice-presidente della società?

«Prima di tutto che i ragazzi coltivino questo sport, che allontana da cattive strade ed è una palestra di vita, perché infonde il senso della lotta, del sacrificio, dell’impegno per ottenere i risultati, del saper accettare le delusioni e le sconfitte. È giusto che i ragazzi a quest’età vivano lo sport come un divertimento e non come un’imposizione e un sacrificio, per questo non li forziamo negli allenamenti. Ma d’altra parte non sono d’accordo con chi stupidamente dice: “Eh, sono solo ragazzi”. Nella mia esperienza ho potuto constatare che c’è una differenza di atteggiamento tra nord e sud Italia sulla preparazione dei giovani ciclisti: al nord si pensa alla formazione dei talenti, al sud invece si sottovaluta l’aspetto agonistico nell’età giovanile, con la conseguenza che lì i ragazzi sono meno preparati rispetto al nord. Quindi se c’è il talento cerchiamo di coltivarlo, tenendo presente che sono ancora molto giovani».

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