per il servizio video clicca sull’icona rettangolare a destra sotto alla foto. Riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno (in attesa dell’aggiornamento del player youtube, il servizio è comunque visibile qui)
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una stazione ferroviaria che non brilla di certo per accessibilità ai disabili. Già, la nazione delle Grandi Opere e dei Grandi Eventi meriterebbe un po’ più di attenzione e cura nei luoghi pubblici per eccellenza. Non crediamo servano spese esorbitanti per permettere a un disabile in carrozzina, o a una mamma con il suo bimbo sul passeggino, di salire agevolmente ai binari di mezzo della stazione ferroviaria di San Benedetto.
Accedere al marciapiede fra secondo e terzo binario è praticamente impossibile per un disabile. Non ci sono gli scivoli per scendere, non c’è un ascensore per salire.
Entrare in stazione dalla strada è relativamente agevole. Con uno scivolo si arriva in cima alle scalette esterne, poi lo spigolo dell’entrata non è il massimo della comodità. Fosse solo quello. Per scendere nel sottopasso, o hai un paio di anime buone che ti alzano sulla carrozzina oppure devi attendere che ti spuntino le ali. Una volta sotto, c’è un’altra ascesa mistica: le scale senza scivoli e ascensori. «Presto cambierà», ci dice l’assessore comunale Settimio Capriotti, come vedremo più avanti. Del resto il Comune ci può fare ben poco, dipende da Rfi, Rete Ferroviaria Italiana. Speriamo che con i costanti aumenti dei biglietti e i risparmi derivanti dalla chiusura delle piccole stazioni di provincia possano trovare i fondi per eliminare le barriere architettoniche.
Sentite cosa ci racconta il nostro lettore Silvio Fabi (tutto testimoniato da un video di otto minuti presente su youtube): «Domenica 30 maggio ero in giro per San Benedetto con un mio amico disabile, Giuseppe Greco, per fare dei video e testimoniare le tante barriere architettoniche presenti sul tessuto urbano di San Benedetto. Constatata la situazione della stazione, l’abbiamo fatto presente ad un’operatrice di biglietteria la quale ci ha invitato a rivolgerci alla polizia ferroviaria per trovare qualcuno che sollevasse il mio amico con tutta la carrozzina e di peso lo portasse sul secondo binario. Che immagine diamo di noi ad un disabile che arriva in treno in Riviera? Questa cosa la trovo molto grave, un disabile ha il sacrosanto diritto di andare in stazione e prendere il treno come ogni altra persona, un disabile ha necessità di spostarsi in treno per andare a curarsi e raggiungere altre strutture sanitarie presenti in altre città e non solo per andare in pellegrinaggi religiosi organizzati in cui sembra tutto magicamente funzionante ed efficiente».

Caso vuole che Fabi e il suo amico disabile, quel giorno, incontrano in stazione Paolo Perazzoli. Sindaco per otto anni di San Benedetto, da due mesi è consigliere regionale per il Pd.
Ecco cosa ci racconta Fabi: «All’uscita della stazione abbiamo incontrato per caso il consigliere regionale Paolo Perazzoli al quale il mio amico ha chiesto come una persona nelle sue condizioni possa arrivare al secondo binario per prendere il treno. Perazzoli è rimasto stupito e disorientato dal fatto che in stazione non ci fosse un elevatore o uno scivolo di accesso per disabili. A quel punto voleva aiutarci cercando di trovare qualcuno per sollevare il mio amico e la sua carrozzina, ma gli abbiamo spiegato che cercavamo solo una testimonianza e non avevamo bisogno di prendere il treno. Gli abbiamo chiesto di impegnarsi a risolvere questo spiacevole problema, che offende tutte le persone disabili in primis e poi anche tutti gli altri cittadini, lui ci ha risposto che qualcosa avrebbe fatto. Vorrei che Perazzoli ufficializzi a mezzo stampa l’impegno di dare sostanza alle richieste fatte da un ragazzo di 35 anni che da più di 10 anni è costretto su una sedia a rotelle a causa di una rara malattia genetica. Per lui questa sarebbe una grande vittoria umana e personale e fonte di speranza nella quotidiana lotta alla malattia».

Veniamo a quanto ci ha detto l’assessore Capriotti, delegato dal sindaco Gaspari alle questioni di viabilità e trasporti. Negli ultimi mesi sta riuscendo in un’impresa che, nonostante sembri essere facile, per San Benedetto ha dell’epocale. Potere della burocrazia… A breve comunque sarà sfondato il muro che dal binario più ad est dà verso via Paolini, zona porto. Un’entrata in più per la stazione ferroviaria, meno traffico quindi nell’entrata principale di via Gramsci. Che sarà a norma per i disabili, assicura Capriotti (da dentro la stazione si vede ben poco, ci sono i lavori in corso ed è tutto coperto).
E per i binari di mezzo? «Prossimamente saranno montati degli ascensori da parte di Rfi».
Buon proposito. Ma quando? «Speriamo presto, è un discorso legato alla creazione di una autostazione più grande e riqualificata».
Va bene. Aspettiamo la riqualificazione. Anche se per quanto riguarda le barriere architettoniche sarebbe meglio qualificare, semplicemente qualificare, nel frattempo che si attende di “ri-qualificare”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.254 volte, 1 oggi)