SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cassa di colmata e di dolori. Il “Comitato per la sicurezza e la salvaguardia della costa picena” torna all’attacco dopo un periodo di attesa, attraverso il suo presidente Romualdo Fanesi: «C’era l’impegno da parte della Regione Marche che prima dell’inizio della stagione estiva la cassa di colmata con i suoi 45 mila metri cubi di fanghi inquinati provenienti dal porto di Senigallia venisse resa inerte con soluzioni di calce e cemento ed una copertura in calcestruzzo. Oggi siamo al 1° giugno e non solo non è stato approntato un programma ma non è stato previsto nessun finanziamento in tal senso. Questo significa che quanto denunciato a suo tempo dal  nostro Comitato circa la mancanza dei finanziamenti necessari ad ultimare la repellente opera corrispondeva al vero nonostante le assicurazioni dei nostri amministratori comunali e regionali e che per questo hanno ormai perso ogni credibilità».
«Chiediamo così al neo assessore regionale Sandro Donati un sollecito interessamento per mettere la cassa di colmata in condizione di non nuocere alla salute dei cittadini con immediati interventi di tamponamento, in attesa di reperire i fondi, quali per esempio l’utilizzo della breccia da cava accumulata alla foce del Tesino, ed altra se non sufficiente, in modo da attenuare la volatilità delle polveri».

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