SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se mai ce ne fosse bisogno, i cittadini del Ponterotto hanno un motivo in più per chiedere con forza alla Regione e al Comune il completamento della circonvallazione nord. La famosa “bretella”, oggetto del desiderio degli automobilisti di tutta la città e non solo. Costa circa 20 milioni di euro, ci sono gli spazi per farla passare ma i soldi quelli ancora non ci sono. La Regione li investirebbe solo a patto che la circonvallazione non abbia una valenza strettamente sambenedettese. Sta a significare che bisogna prevedere anche un collegamento fra il porto e la zona industriale di Acquaviva, all’insegna della vocazione logistica di questo polo economico marchigiano. Lo ribadiscono il sindaco Gaspari e il consigliere regionale Perazzoli, venerdì sera, nella assemblea pubblica “Straffichiamoci” tenuta nella ex scuola del Ponterotto, organizzata dal dirigente locale del Pd Vinicio Liberati.
L’ingegner Francesco Canestrari (a proposito, non collabora più con l’ufficio Traffico del Comune, peccato), ha esposto dati numerici e teorici sulla importanza fondamentale della bretella. «Intercetterebbe 3500 veicoli al giorno, con benefici per via Manara e per la statale 16. Su 22mila veicoli al giorno che attraversano la Statale, solo il 5% esce ed entra dai confini nord e sud. Si usa l’A14 per andare da Grottammare a Porto d’Ascoli, e questo può generare insicurezza sull’autostrada, perché l’atteggiamento di guida di chi ne compie solo un piccolo tratto è meno concentrato di chi compie lunghe percorrenze».
I dati sono noti e si rifanno allo studio compiuto “sul campo” dalla Provincia di Ascoli nel 2007, tramite questionari agli automobilisti. Il grosso del traffico cittadino è interno alla città stessa. Sembra un dato scontato, ma ha incidenza sulle politiche del trasporto pubblico e sulle previsioni infrastrutturali. E anche sulla sicurezza. Dice Canestrari: «Fra il 2004 e il 2007 la Ss16 ha registrato 616 incidenti, con tre morti e 531 feriti. Non sono dati normali, rispetto alle tendenze nazionali. La concentrazione di veicoli poi provoca un ”canyon” di gas di scarico, ed è scientifico che si accumulino ad altezza di passeggino».
Canestrari ha illustrato ai cittadini i tre progetti di bretella che ha studiato nel 2008 (i costi di progettazione li pagò la banca Carisap). Tre tipologie di costo, da 21, 28 e 27 milioni di euro. Il secondo stralcio da Ponterotto al porto costa 38 milioni di euro. Costi non lievitati in questi due anni, per via della crisi. Ma l’urgenza quella sì che è lievitata. Costi, peraltro, che sono relativamente bassi, se si pensa che l’uscita ad ovest dal porto di Ancona prevede uno stanziamento di 500 milioni di euro.
L’impatto ambientale della nuova circonvallazione, sostiene Canestrari, sarebbe minore rispetto alla sopraelevata dell’Ascoli-Mare realizzata negli anni ’90 con i piloni a fianco delle palazzine. Le parole d’ordine: no agli svincoli ad altezze sfalsate, sì alle rotatorie a raso per drenare il traffico dalle vie limitrofe al nuovo tracciato (rotatorie nei pressi della “incompiuta” di Santa Lucia, in via Carnia e in Valle del Forno). No a piloni di cemento, quindi. Strada per traffico fluido, che è cosa diversa dal (pericoloso) traffico veloce.

Lo spazio, i terreni, per il nuovo tracciato ci sarebbero in quanto sono zone non edificate. L’unica eccezione è una lottizzazione già autorizzata, ma Comune e Provincia avrebbero raggiunto un accordo con l’impresa costruttrice. Un accordo di programma, afferma il sindaco Gaspari, per spostare le palazzine già previste in un’area non interessata dal tracciato.

LA SEGNALAZIONE DI UN IMPRENDITORE Dall’assemblea è giunta la richiesta di rendere più chiara la segnaletica presso la rotatoria di Ragnola sulla statale 16. I camion che arrivano in città per caricare o scaricare presso la zona industriale di Acquaviva, sostiene l’imprenditore, vengono diretti dalla segnaletica sul tragitto della bretella “incompiuta”, trovandosi così ad arrivare nel centro storico collinare prima di giungere a destinazione. E si verificano così blocchi del traffico per via delle strade strette e problemi di inquinamento e sicurezza. L’alternativa, ahinoi, sarebbe il passaggio di questi camion lungo la statale 16, fino al “tappo” dell’incrocio davanti all’ospedale. Non si scappa.

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