SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Storie di disagio, emergenza abitativa, marginalità sociale. In via La Malfa, zona Santissima Annunziata, ci sono sette appartamenti di proprietà dell’Erap, l’ente regionale per le case popolari, che sono occupati abusivamente da altrettanti nuclei familiari, con disoccupati, bimbi piccoli e donne incinte. Le case dovrebbero andare ad altre famiglie, che come prevedibile non navigano nell’oro neanche loro, e che ne hanno diritto in base alla posizione guadagnata nelle graduatorie.
L’occupazione abusiva va avanti da anni, venerdì c’è stato un nuovo tentativo bonario di dare seguito allo sfratto. Tentativo andato a vuoto. Due carabinieri, Vigili Urbani, funzionari del Comune, dell’Erap, ufficiali giudiziari, ambulanze, vigili del Fuoco: si è trattato di un nuovo tentativo di mediazione, che prelude forse a interventi più massicci da parte delle forze dell’ordine, se si dovesse rendere necessario lo sgombero forzato.
La linea del Comune è quella di ripristinare il diritto e le regole, senza buttare in strada famiglie bisognose. Dei sette nuclei familiari, due provengono da Martinsicuro e Monteprandone. I rispettivi Comuni, come vogliono le norme, avrebbero trovato degli appartamenti da assegnare alle due famiglie, aiutandole nel pagamento dell’affitto e dando un sussidio economico per le incombenze. Anche San Benedetto avrebbe provveduto in questo senso per le cinque famiglie che ricadono sotto la sua competenza. Lo assicura il sindaco Gaspari all’indomani del nuovo tentativo andato a vuoto.
«Non intendiamo lasciare nessuno al proprio destino, ci siamo adoperati con la Caritas, con i Comuni di Monteprandone e Martinsicuro, abbiamo trovato degli appartamenti per dare una casa a queste famiglie. Ma io devo tutelare anche chi attende da anni di vedersi riconosciuto il proprio diritto, perché sta nelle graduatorie di assegnazione delle case popolari».
Sembrerebbe, però, che le sistemazioni alternative di cui parla il Comune non siano state accettate dagli abusivi.

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