MARTINSICURO – Sgominata la banda che controllava il traffico di prostituzione sul lungomare di Villa Rosa. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Alba Adriatica in collaborazione con la Stazione di Martinsicuro ha portato venerdì 28 marzo per ordine del gip Guendalina Buccella (pm David Mancini), all’arresto di cinque rumeni: Mihail Cocindau Dragons 30 anni,  George Matei 25 anni, Adrian Chirvase 23 anni, Adrian Caluian 21 anni, Andreea Tirziu Raluca 22 anni. Altri tre sono ancora ricercati sul territorio nazionale. L’ipotesi è che abbiano fatto ritorno in Romania e per questo nei loro confronti verrà emesso un mandato di cattura europeo.

L’accusa per tutti è concorso in induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di una decina di donne costrette a vendersi sul lungomare di Martinsicuro.

La banda avrebbe iniziato ad operare sul territorio dal mese di ottobre 2009, ma il via vai di ragazze sul lungomare non era passato inosservato e anche grazie alla segnalazione dei cittadini i Carabinieri hanno avviato a partire da gennaio 2010 una serie di indagini, fatte di pedinamenti, appostamenti, documentazioni fotografiche. Dimostrare infatti l’esercizio della prostituzione in quelle zone non è stato facile, dato che le ragazze vestivano normalmente e passeggiavano o sedevano sulle panchine come comuni cittadine. Adescavano i clienti e il rapporto poi si consumava altrove, in incontri fissati negli appartamenti.

Che il traffico fosse fiorente è stato documentato anche dall’analisi dei movimenti bancari dei cinque rumeni, che avevano conti intestati in Romania e sui quali erano depositati svariati migliaia di euro. La banda inoltre a Martinsicuro girava con auto di lusso. Sono a tal proposito state sequestrate due Bmw di grossa cilindrata di cui si servivano per pattugliare le zone e controllare le prostitute.

Le ragazze ora saranno seguite dall’associazione On the Road per il programma di reinserimento sociale, mentre le indagini proseguono, coordinate dalla Procura della Repubblica di Teramo, per individuare eventuali connivenze con i proprietari degli appartamenti che avevano affittato le case dove avvenivano gli incontri sessuali. I Militari dell’Arma fanno sapere che uno dei principali obiettivi che saranno portati avanti con determinazione è quello del contrasto alle attività illecite di sfruttamento della prostituzione sul territorio, esercitate sia in casa che all’aperto.

«Abbiamo dato una risposta determinante, solerte ed indispensabile ala domanda di sicurezza della cittadinanza – ha affermato il capitano Pompeo Quagliozzi della Compagnia di Alba Adriatica – soprattutto di Villa Rosa e dintorni, che non dovrà più confrontarsi con la preoccupante presenza di prostitute sul lungomare e nelle vie adiacenti».

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