ASCOLI PICENO – Torna anche quest’anno l’iniziativa “Centrali Aperte”, promossa dall’Enel in 60 centrali italiane. Ad Ascoli, la centrale Enel di Porta Romana rimarrà aperta durante tutta la giornata di domenica 30 maggio. Dopo il successo riscontrato lo scorso anno, verrà così riproposta l’iniziativa che prevede visite guidate, giochi per i più piccoli e momenti gastronomici con la degustazione di specialità locali. Ci saranno inoltre spazi dedicati all’attività sportiva, con un villaggio attrezzato per il basket, il calcio, il tiro con l’arco e le arrampicate, e allo spettacolo, con l’esibizione di diversi gruppi di musica folk e per ragazzi. E’ prevista anche, durante la mattinata, una passeggiata turistico culturale, partendo alle ore 10 dal Forte Malatesta, nell’occasione riaperto per i visitatori con tanto di guida turistica, per poi passare attraverso tutto il centro storico e giungere al Teatro Romano e infine alla centrale dell’Enel.

La centrale idroelettrica di Porta Romana è un impianto di media grandezza, che insieme alle altre due presenti nel territorio ascolano forma il sistema più grande della Marche.

L’iniziativa è stata illustrata dal Responsabile della Produzione idroelettrica Enel Marche Silvano Silvi e il responsabile realzioni esterne di Enel sul territorio Giuseppe Ferrara insieme al sindaco di Ascoli Guido Castelli e all’assessore all’ambiente Claudio Travanti. La centrale di Ascoli, è stato spiegato, è un impianto ad energia fluente: usa l’acqua corrente restituendola più pulita attraverso un sistema di filtraggio e consentendo di produrre energia evitando forme più inquinanti. La centrale può produrre 50/60 milioni di Chilowatt ora, sufficenti per soddisfare il consumo medio annuale di circa 20 mila famiglie, in pratica tutta la popolazione della città di Ascoli.

«E’ un modo per valorizzare la parte Ovest della città»– ha affermato il sindaco Castelli, che a tal proposito ha annunciato anche l’imminente rivalutazione dell’area dell’ex tirassegno che diventerà un parco urbano atrezzato per famiglie e per bambini, grazie ad un finanziamento di 250 mila euro provenente dalla Ministero dell’Economia dalla cosiddetta “Legge Mancia”.

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