ASCOLI PICENO – Approvato giovedì in Consiglio comunale il Piano particolareggiato del centro storico di Ascoli. Si basa sull’idea di un sezionamento del centro in aree. Quelle che necessitano di maggiore tutela, distinte da quelle che potranno permettere fattori di innovazione capaci di valorizzarle.

«Il centro storico – spiega il sindaco Guido Castelli – è per sua natura un luogo deputato alla trasmissione di valori, nella sua continua stratificazione materiale e immateriale. Occorre quindi una seria riflessione sulle scelte urbanistiche da adottare, anche in vista di un riconoscimento da parte dell’Unesco quale patrimonio dell’Umanità. Le esigenze sono strettamente correlate alla salvaguardia, ma devono consentire ed implementare anche la rivitalizzazione del centro storico attraverso il riutilizzo funzionale degli immobili e l’incentivazione delle imprese di commercio e di artigianato».

Ciò anche per non accentuare il fenomeno di spopolamento e/o quello di una trasformazione in quartiere dormitorio, aggiunge il sindaco.

«Ringrazio – continua il Sindaco Castelli – l’assessore all’urbanistica Luigi Lattanzi per il lavoro svolto, il presidente della Commissione urbanistica Sergio Cinelli e tutti i dipendenti e professionisti dell’ufficio per l’impegno dimostrato».

Il fotovoltaico nel centro storico di Ascoli. Sì, ma solo se tegole e coppi.

Il Piano particolareggiato dedica alcuni articoli anche all’installazione di impianti fotovoltaici nella città, stabilendone le modalità e i divieti.

«Per quanto attiene agli impianti fotovoltaici, seguiamo i principi sanciti dalla normativa vigente in materia – spiega l’assessore all’urbanistica Luigi Lattanzi – tant’è che proprio nell’articolo 57 del Piano attinente al “Rendimento energetico degli edifici” si fa espresso riferimento al divieto di installazione, sulle pareti e sui tetti degli edifici del centro storico, di pannelli solari e fotovoltaici. E’ ammessa la sola sostituzione delle tegole o dei coppi costituenti il manto di copertura con tegole o coppi fotovoltaici, di colorazione simile a quella dei materiali preesistenti, per una superficie non eccedente il 60% della superficie totale del manto di copertura quando sia dimostrato che tale modifica, concorra ad incrementare l’efficienza energetica dello stesso».

«Nel caso di tetti piani – continua l’Assessore – non dotati di manti di copertura in coppi, adibiti a lastrici non accessibili, con esclusione dei terrazzi, possono essere installati pannelli piani integrati, interessante l’intera superficie piana. Tali opere sono sempre soggette a denuncia di inizio attività edilizia».

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