dal settimanale Riviera Oggi numero 822 del 10 maggio
CUPRA MARITTIMA – Spesso si sente parlare di “morte del centro storico”. E’ ben noto infatti come, negli ultimi decenni, i centri storici minori abbiano subito e continuino a subire un progressivo e fisiologico spopolamento. Questo fenomeno è particolarmente evidente nella nostra regione, con la sua singolare orografia di tanti storici comuni in collina che, attratti dallo sviluppo industriale delle valli, restano spesso sottoutilizzati ed emarginati dai flussi di visitatori e turisti. E’ il caso di Marano, borgo fortificato che costituisce l’antico nucleo medievale di Cupra, oggetto negli ultimi anni di un’attenta politica di valorizzazione da parte dell’Amministrazione comunale.
Infatti dopo un’accurata ristrutturazione edilizia ed infrastrutturale avviata nel 2000 dalla precedente Amministrazione, la Giunta D’Annibali oggi continua a cavalcare la politica di rivitalizzazione del Paese Alto e lo fa partendo da un piano di agevolazioni fiscali per rilanciare le attività commerciali di Marano.
Sentiamo come ce ne parla il sindaco Domenico D’Annibali.
Pochi giorni fa il Consiglio comunale ha approvato un regolamento per l’agevolazione di nuove attività imprenditoriali nel centro storico di Marano. Un primo passo per fronteggiare uno dei problemi endemici dei nostri centri storici, lo spopolamento.
«Sì, si tratta di un lungo e ben noto processo storico. Dai primi decenni del Novecento anche a Cupra si è cominciato a costruire preferibilmente nella parte bassa del paese, dove sono gradatamente confluite le attività turistiche e commerciali, complice anche l’assenza di un’adeguata politica di ristrutturazione, fattori come la vicinanza al mare e la comodità hanno indotto molti residenti del paese alto a vendere casa per trasferirsi vicino al mare. E oggi Marano non conta che pochi abitanti, nessuna attività commerciale, eccetto un ristorantino e la storica Pensione Castello. Ma negli ultimi dieci anni le cose sono iniziate a cambiare. Nel 2000, infatti, la precedente Amministrazione comunale ha avviato un meticoloso programma di rinnovamento urbanistico ed infrastrutturale: impianti fognari e d’illuminazione, scolo per le acque bianche e per le acque nere, pavimentazione delle strade e ristrutturazione degli edifici. Tanto che oggi possiamo definirla senza peccare d’orgoglio la “Ravello dell’Adriatico”. Marano è un piccolo gioiello non solo dal punto di vista strutturale ma anche panoramico e paesaggistico; a ben vedere, infatti, rispetto ad altri comuni della zona, è più godibile e aperta verso gli splendidi paesaggi circostanti: offre la visione panoramica della città di San Benedetto, ad est si apre verso il mare e a nord scopre fino a Pedaso. Quindi ci sono tutte le infrastrutture paesaggistiche, architettoniche e strutturali per far rivivere Marano lungo tutto l’anno e non solo come punto di passaggio in occasione di feste e manifestazioni culturali».
Quali sono in particolare le agevolazioni a cui avete pensato?
«I proprietari che danno in gestione le loro strutture e gli stessi imprenditori che ne assumono la conduzione godranno di vantaggiosi sgravi fiscali: una riduzione pari al 30 per cento sull’aliquota Ici per il proprietario dell’immobile e l’esenzione totale della Tarsu per i primi tre anni di attività. Vogliamo comunicare a chiunque volesse intraprendere un’attività imprenditoriale che c’è un’occasione davvero unica per farlo. Essendo Cupra una nota cittadina turistica a livello stagionale le opportunità di fare buoni affari non mancano».
Si accennava anche ad un nuovo esperimento, il cosiddetto albergo diffuso.
«Questa è un’idea di cui parlo da un pezzo e pare che già altri comuni siano pronti a copiarcela (scherza). Insegno discipline turistiche a Grottammare e so bene quanto Marano, con le sue straordinarie potenzialità, si adatti ad un esperimento di questo genere. Un borgo completamente ristrutturato, con abitazioni storiche, il caratteristico acciottolato e un contesto paesaggistico bello e accogliente, il tutto pensato per offrire un servizio di ospitalità turistica completo e non lesivo per l‘incasato. Infatti le camere del nostro albergo non saranno concentrate in un’unica struttura ma dislocate nelle varie abitazioni già esistenti, con ristoranti, servizi e musei a portata di mano. Insomma, sarà come avere una casa con tutti i servizi di un albergo».
E dopo quella dell’albergo diffuso ci sono altre idee in cantiere?
«Per sfruttare al meglio le potenzialità del nostro territorio l’ideale sarebbe creare degli itinerari turistici specifici che dal Paese Alto portino verso le aree di maggiore interesse storico e culturale della città: a sud verso Sant’Andrea, l’antico castello di avvistamento risalente al Duecento, e a nord fino al Foro Romano, area riconosciuta come parco archeologico per il suo notevole valore scientifico e documentario, un progetto che peraltro verrà rifinanziato dalla Regione anche quest’anno con altri 500 mila euro. Dunque sono tante le iniziative che un turista attento non potrà che apprezzare».
Quindi Cupra punta tutto sull’imprenditoria turistica?
«Non solo sull’imprenditoria turistica ma anche su quella residenziale. Cupra, infatti, non si adatta, neanche nella parte bassa, ad un turismo di massa. Lo scorso anno sottoponemmo un questionario ai turisti per capire perché venivano proprio a Cupra in vacanza e se erano soddisfatti dei servizi offerti. Constatammo che si trattava per la maggior parte di famiglie di turisti fidelizzati che tornavano a trascorrere le ferie puntualmente ogni anno in paese, apprezzandone l’atmosfera intima e tranquilla, il paesaggio accogliente oltre ovviamente all’incantevole mare. A questo proposito, intendiamo attivare un marketing turistico capace di offrire al turista ciò che desidera. Senza dimenticare che Cupra è apprezzata non soltanto dai turisti. Non è un caso che negli ultimi anni stiamo conoscendo un incremento costante (pari circa al 5 se non dieci per cento l‘anno) del numero dei residenti. Molte sono, ad esempio, le persone che andate in pensione scelgono di stabilire definitivamente la propria residenza a Cupra. Il nostro vuole essere quindi un primo stimolo e ci auguriamo di potere continuare su questa strada».

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