SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Imprenditrice cinese sotto processo. Nello stabile dove confezionava vestiario (durante il dibattimento al Palazzo di Giustizia di San Benedetto non è stato specificato il luogo, comunque nel Piceno) dormivano sette suoi connazionali in condizioni “precarie”. Alcuni di loro sono risultati essere addirittura clandestini. Nel merito del processo i poliziotti della squadra mobile di Ascoli hanno reso note le dinamiche del fortuito blitz. Il caso è stato rinviato a luglio.

La squadra mobile era stata mandata presso l’azienda tessile per eseguire una semplice verifica dei registri, quando alcuni sospetti hanno condotto gli agenti all’inaspettata scoperta: sette cittadini cinesi dormivano tra sottotetto e piani inferiori. Tra di loro alcuni irregolari.

I poliziotti si erano presentati di sabato mattina, proprio quando le aziende generalmente sono chiuse. Ad aprire le porte dell’edificio una bambina e un uomo in pigiama che hanno fatto strada al sospetto che ha permesso agli agenti di effettuare il ritrovamento dei soggetti.

Dopo una prima verifica dei piani la scoperta e la successiva identificazione. Secondo il teste della polizia, i soggetti sono stati riuniti tutti per una verifica preliminare e condotti in commissariato per completare ogni accertamento del caso. Il caso è stato rinviato a luglio quando verrà verificato se i “dormienti cinesi” erano in quel posto solo per un pisolino o forse attendevano di timbrare il cartellino.

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