MARTINSICURO – Sequestrato un opificio gestito da un cinese a Martinsicuro. L’operazione della Guardia di Finanza di Nereto è scattata nel pomeriggio di giovedì 27 maggio dopo una serie di appostamenti finalizzati ad accertare il verificarsi nello stabile di una serie di irregolarità.

Nella fabbrica, dove si producevano articoli di pelletteria ed indumenti contraffatti, si effettuavano frequentemente operazioni di carico e scarico della merce, ma non si vedevano mai operai entrare o uscire.

Quando le Fiamme Gialle sono intervenute per l’ispezione, i lavoratori, tutti di nazionalità cinese, hanno smesso di lavorare ed hanno consegnato i rispettivi permessi di soggiorno, tranne quattro che hanno tentato di darsi alla fuga. Sono stati però bloccati dai militari e condotti presso la Questura di Teramo per gli accertamenti di rito e la notifica del provvedimento di espulsione. Per uno di loro, già gravato da un analogo provvedimento, è scattato l’arresto.

Il titolare dell’impresa, anch’egli di nazionalità cinese, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Teramo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Non avendo inoltre fornito la necessaria documentazione atta a verificare la regolarità dei contratti di lavoro dei dipendenti – ha asserito che si trovavano in possesso di un altro soggetto non meglio specificato – si è accertato che i tredici operai verosimilmente fossero tutti senza assunzione.

Gli asiatici inoltre vivevano nella fabbrica, poiché in una parte dell’edificio sono stati trovati 13 posti letto realizzati con divisori in cartone.

Sia l’opificio che gli 873 articoli contraffatti in corso di realizzazione sono stati sottoposti a sequestro.

 

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