ASCOLI PICENO – E’ stato approvato dalla maggioranza dei consiglieri comunali l’introduzione del quoziente familiare, ovvero indennizzo per nuclei più bisognosi sulla scia di esperienze positive già riscontrate da alcuni Comuni, uno su tutto quello di Parma. Voti favorevoli della maggioranza e dell’Udc, che aveva anch’essa proposto la sua attuazione con una relazione del consigliere Viscione, astenzione dell’Alveare e voto contrario del Pd, al quale non è stato permesso di presentare alcuni emendamenti.

In realtà, l’approvazione del quoziente familiare è soltanto un atto di indirizzo, poiché la competenza è della Giunta, come spiega lo stesso sindaco di Ascoli Guido Castelli: «Il provvedimento che la nostra amministrazione ha adottato prima deliberandone l’introduzione in Giunta e recependo ieri gli indirizzi per l’attuazione in Consiglio, rende Ascoli una città moderna e capace, dunque, di una strategia socialmente avanzata. Ringrazio quanti hanno cooperato al conseguimento di questo risultato: l’assessore Ferretti in primis ma anche il Presidente della commissione Barboni e il consigliere Viscione».

Il primo cittadino sottolinea anche come l’attuazione del quoziente approvata dal consiglio ricade proprio in concomitanza del monito del presidente della Cei il cardinale Bagnasco, che invita a «intervenire con parametri sociali nuovi. Il quoziente familiare è l’innovazione che si attende e che può liberare l’avvenire della nostra società».

Secondo alcune stime, nel Comune di Ascoli si risparmierbbero circa 800 euro l’anno, ma di questo se ne discuterà durante le riunioni delle commissioni competenti. Già da settembre potrebbe intanto essere in parte attivo con i buoni pasti delle mense scolastiche.

«Studi economici dimostrano – spiega ancora Castelli – che, se si aumenta il reddito delle famiglie con il quoziente, cresce la natalità, viene incentivato il ruolo di cura e di assistenza nei confronti dei soggetti fragili, si promuove la disponibilità a forme di genitorialità sociale come l’affido e l’adozione. Anche il rapporto annuale Istat, proprio in questi giorni, ha ribadito come la rete familiare e parentale abbia, in questo periodo di crisi, garantito la coesione sociale».

«Dopo il pacchetto sviluppo e le misure concordate con i sindacati per il sostegno al reddito, – conclude il primo cittadino – il “quoziente Ascoli” costituisce un elemento fondamentale della strategia anti crisi elaborata dal Comune».

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