SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’acqua non si vende. Lo sostengono quasi 700 mila cittadini, oltre 5 mila solo nel Piceno, che dal 25 maggio scorso stanno ponendo la loro firma per sostenere la campagna referendaria in contrasto con la decisione di privatizzare l’acqua.

«Diverse sono le realtà che si muovono in questo senso – spiega Marina Franza, referente provinciale del Forum italiano dei movimenti dell’acqua – e ci siamo messi insieme per un obiettivo comune da conseguire». Con l’aiuto magari anche dell’amministrazione comunale sambenedettese che, per voce di Giovanni Gaspari, si è subito detta pronta a sottoscrivere l’iniziativa: «Siamo soggetto attivo. La giunta ha approvato la delibera con la quale aderiamo all’iniziativa. Dopo la fase della raccolta firme sarà necessario impegnarsi per rendere valido il referendum, con il raggiungimento del quorum».

Il Comune, a tal proposito, approverà prossimamente uno Statuto che ribadirà che l’acqua è un bene pubblico. Questo tuttavia dovrà poi approdare in consiglio comunale.

Per continuare ad aderire alla mobilitazione («il limite necessario di 500 mila firme è raggiunto, ma noi vogliamo toccare il record di un milione») nel prossimo week end saranno posti degli stand in Via Matteotti (sabato e domenica) e dinanzi alla Palazzina Azzurra (domenica) durante il Festival “Peace Now”.

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