ANCONA – La giunta regionale, su iniziativa del vicepresidente e assessore alla Caccia, Paolo Petrini, ha approvato la proposta di deliberazione che ha per oggetto  “Criteri ed indirizzi per la pianificazione faunistico – venatoria 2010-2015”.

La legge di settore prevede che la Regione ogni cinque anni  detti  i criteri e gli indirizzi per la pianificazione faunistico-venatoria, per la conseguente  redazione dei piani da parte delle Amministrazioni provinciali per i territori di rispettiva competenza.

Caduto il termine di validità del precedente strumento di pianificazione, a partire dal 2009, la Struttura competente ha attivato le procedure per la redazione della  bozza del nuovo ,valevole per gli anni 2010-2015.

«Dopo un attento lavoro di analisi dei dati – sottolinea Petrini – raccolti in oltre dieci anni di attività, forniti dalle Province, dagli Ambiti Territoriali di Caccia e dagli Enti Parco della Regione Marche, sono state organizzate anche specifiche consultazioni con le associazioni venatorie, agricole e ambientaliste. Prima della stesura definitiva della proposta da sottoporre all’esame dell’Assemblea Legislativa, si sono avuti una serie di verifiche ed approfondimenti con gli uffici regionali ed i vari soggetti interessati. Un confronto proficuo che ha consentito di pervenire a una proposta equilibrata dal punto di vista della tutela faunistica, dell’attività agricola e di quella venatoria».

All’interno dello schema relativo ai criteri ed indirizzi per la pianificazione faunistico venatoria 2010-2015, sono contenuti, tra gli altri, gli indirizzi per il monitoraggio della fauna. Questa sostanziale novità rispetto al passato, utilizzando metodologie di rilevamento omogeneo dei dati, prevede che province, enti parco e ambiti territoriali debbano aggiornare costantemente dei formulari rielaborati e resi pubblici, poi, dagli uffici regionali.
Per quanto riguarda il cinghiale e le problematiche dei danni prodotti in agricoltura, è previsto che le province attuino una pianificazione territoriale basata sul rapporto tra zona coltivata e territorio naturale, così dove maggiore è la percentuale di coltivato, minore dovrà essere la densità di popolazione dei cinghiali. Viene, infine, prevista anche la piena tutela e gestione della fauna selvatica e la pianificazione delle aree protette e dei siti rete Natura 2000.

Ora la parola passa all’Assemblea legislativa regionale per la definitiva approvazione.

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