ASCOLI PICENO – La questione della divisione della Provincia continua a generare polemiche e malumori. Dopo la Provincia, dove nel corso dell’ultima seduta di consiglio è stata votata dalla maggioranza e approvata una delibera di ulteriore verifica della legitimità degli atti di divisione dei beni e del personale, è la volta del Comune di Ascoli, che si sente anch’esso penalizzato dalla ripartizione.

E nella riunione di oggi con la Giunta, il sindaco Castelli ha affrontato l’argomento. «La delibera della Giunta “Rossi” numero 4 del 22 gennaio 2009 con la quale l’allora esecutivo provinciale ha provveduto alla ripartizione del patrimonio tra Ascoli e Fermo – dichiara Castelli in una nota – è profondamente iniqua. Lo stesso dicasi dell’atto inerente la suddivisione del personale che rischia di menomare in maniera consistente il bilancio dell’amministrazione provinciale ascolana la quale ha subìto, rispetto alle percentuali di legge, un carico suppletivo di ben 69 unità lavorative».

Castelli ha anche annunciato di voler percorrere le opportune vie legali, incaricando «l’ufficio legale del Comune di valutare la possibilità di intraprendere iniziative di carattere giurisdizionale a nome della comunità ascolana». «Credo sia opportuno – spiega ancora Castelli – approfondire in sede amministrativa e legale se i provvedimenti che hanno accompagnato la divisione e la successiva trascrizione dei beni siano legittimi o meno e, comunque, interessare della questione il Ministero degli Intern»i.

«La mia idea – contina il sindaco – è dar luogo ad un intervento adesivo così da rafforzare l’iniziativa dei privati cittadini che hanno già adìto il Tar per ottenere l’annullamento dell’atto provinciale. In ogni caso faremo la nostra parte. La Provincia di Ascoli, a causa del pesante fardello imposto dalla divisione, dovrà limitare drasticamente in propri interventi a favore del territorio, privando il Piceno di importanti risorse proprio nel momento in cui la crisi affligge il nostro tessuto economico e sociale in modo lancinante».

Sulla questione il gruppo del Pdl ha annunciato che presenterà una mozione.

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