SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’autore di questa vicenda è un marittimo sambenedettese volto ormai noto alle forze dell’ordine e della Procura, che nel tardo pomeriggio di sabato 22 maggio si sarebbe scagliato inspiegabilmente contro il vicino di casa ferendolo gravemente. Non contento avrebbe anche colpito un altro vicino, davanti gli occhi increduli della figlia minore.

Dopo i fatti è intervenuta la Polizia che ha condotto l’uomo in commissariato. Le vittime si interrogano sui futuri provvedimenti visto che l’uomo sembra aver collezionato numerose denunce per casi analoghi.
Il marittimo in questione, quasi quarantenne, è un uomo incensurato con figli che, secondo le sue vittime, sembra proprio non saper controllare l’ira. Su di lui pendono procedimenti penali ancora in fase di svolgimento e tutti a quanto pare, nati dalla sua incapacità di mantenere le mani al proprio posto.

Nel 2006, dopo la morte del padre assunse un atteggiamento violento a causa di un’eredità. L’aggressività secondo i familiari, (dichiarazione emerse nell’ambito del processo a suo carico) ha scatenato da allora nell’uomo rabbia, rancore e violenza.

L’identikit del marittimo è chiaro secondo le vittime: un elemento con poca capacità di controllo che colpisce e poi sparisce. La sorella stessa ha riferito nelle aule dei tribunali: «Lo fa perché non teme nessuno, nemmeno la giustizia».

Sulla base di queste testimonianze le vittime sembrano interrogarsi chiedendo reali risposte agli organi preposti.

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