SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alzare ulteriormente le scogliere emerse, con la sola conseguenza di veder limitata la visuale dell’orizzonte. Questa la proposta tutt’ora più valida per arrivare alla risoluzione dell’annoso problema della costa sambenedettese. Ad illustrarla l’ingegner Vincenzo Marzialetti, dell’Ufficio della Difesa della Costa, che in compagnia dell’assessore regionale all’Ambiente Sandro Donati, il neo consigliere Paolo Perazzoli ed il sindaco Gaspari, ha spiegato come questa rappresenti l’opzione meno costosa e garante di maggior sicurezza per il litorale.

Ora bisognerà però vedere quali saranno le valutazioni regionali inerenti l’impatto ambientale dell’operazione che, come ricordato dal geologo David Piccinini, non potranno essere saltate.

Per i finanziamenti occorrerà invece aspettare l’approvazione di Bilancio regionale del prossimo dicembre, che necessariamente ritarderà considerevolmente i tempi di attuazione. Da lì si dovranno poi contare come minimo altri due mesi per la pubblicazione del bando e la gara di appalto. «Puntiamo a terminare i lavori entro maggio 2011 – continua Marzialetti – per poter riconsegnare la spiaggia pronta per l’estate successiva».

Un altro anno quindi, tra possibili mareggiate e nuovi disagi che potrebbero nuovamente rosicchiare metri di costa. Senza tralasciare il pericolo, sempre incombenti di possibili ricorsi giudiziari, che rinvierebbero tragicamente ogni manovra.

Bocciate infine le alternative al processo d’innalzamento delle scogliere. Per quelle sommerse non basterebbero 10 metri, ma almeno 15-20; mentre  il “piedino d’appoggio” (una sorta di zoccolo puntato a riva) imporrebbe un ammucchiamento di sabbia.

«Attualmente non ci sono soldi, ma garantisco che finanzieremo l’intervento dell’anno prossimo», ha garantito Donati. «Per quel che riguarda il Bilancio, come detto, non si potrà dare una risposta certa prima di gennaio». Soddisfatto Gaspari: «Potremo intanto lavorare sui progetti senza aver per forza bisogno dei finanziamenti».

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