SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Studiare la musica, e poi esibirsi nel saggio di fine anno. Funziona così, da sempre. Ma se c’è l’entusiasmo che pare esserci nel rinnovato Istituto Musicale Vivaldi, e se i ragazzi cantano e suonano in gruppo, fra orchestre “interne” e progetti ambiziosi all’orizzonte (la collaborazione con il Conservatorio “Pergolesi” di Fermo), anche la consuetudine può diventare una gran bella cosa.

Si chiude l’anno scolastico, e gli insegnanti dell’istituto (un consorzio di proprietà del Comune e della Provincia di Ascoli) ci tengono a far bella figura con i loro allievi. Per mostrare i risultati, l’affiatamento, la funzione sociale della musica. «Dal 2006 l’Istituto Vivaldi è cresciuto molto, raddoppiando gli iscritti. Ce ne prendiamo il merito, noi del Comune, così come il presidente Giampiero Paoletti. Perchè ce lo meritiamo, il Vivaldi sta entrando con successo nelle scuole, svolge funzione didattica e di aggregazione sociale. Veramente bello»: questa la “benedizione” dell’assessore alla Cultura Margherita Sorge.
La coordinatrice didattica Stefania Spacca ha illustrato il programma dei saggi. Tre le sezioni: corsi di musica classica, corsi di musica moderna, corsi di propedeutica musicale. I saggi si tengono rispettivamente il 21 maggio dalle 17 e 30 alle 21 presso l’auditorium comunale “Tebaldini”, il 7 giugno dalle 21 e 15 presso il teatro Concordia, il 2 giugno alle 18 presso il Teatro San Filippo Neri con “Fatamelodia nel paese del silenzio”, lo spettacolo dei 37 alunni bambini dell’insegnante Emanuela Marcattili.

Pe quanto riguarda i corsi classici, l’insegnante Daniela Tremaroli (professionista con all’attivo oltre 600 concerti) ha annunciato la chicca: prima dell’esibizione dei ragazzi, un’orchestra di archi e fiati farà sfoggio della propria tecnica. Alle 21 del 21 maggio inoltre l’esibizione dei diplomandi Tiziana Neroni e Natalia Urbanelli.

La musica moderna, infine. Si suona in gruppo, fra pezzi dei Police e di Sergio Cammariere, passando dai Subsonica e da Amy Winehouse. Musicisti coordinati dal pianista compositore Stefano Travaglini, giovane e lanciatissima promessa che si muove agilmente fra classica e jazz.

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