ASCOLI PICENO – L’associazione Judo Cento Torri di Ascoli Piceno, diretta dell’Azzurro di Judo, il maestro Giuseppe De Berardinis, quinto dan, docente federale Fijlkam, vola in alto al dodicesimo Trofeo internazionale Città de L’Aquila, con le sorelle Damiani: Marta, secondo dan, vince l’oro nella categoria fino a 78 chilogrammi seniores mentre la più giovane Lucia, cintura marrone, si classifica al terzo posto e vince il bronzo nei 66 chilogrammi juniores.

«Malgrado le serie difficoltà ad organizzare gli allenamenti specifici per la mancanza di spazi e tempi adeguati – ha affermato Giuseppe De Berardinis – nelle palestre comunali, i risultati continuano a venire. Il Judo Cento Torri è impegnato da diversi anni nella diffusione della pratica sia tradizionalmente legata ai principi educativi formativi del metodo judo, con programmi che scaturiscono da aggiornamenti continui in Italia e in Giappone, sia legata all’aspetto meramente agonistico, che però non deve diventare una priorità assoluta, a discapito degli aspetti peculiari educativi e formativi, che sono in realtà il cuore del metodo».

«E’ un metodo  – aggiunge Giuseppe De Berardinis – che può apportare i suoi benefici psichici, fisici e formativi, seppure in modi diversi, sia ai giovanissimi sia agli adulti anche in età avanzata; il metodo judo è strutturato proprio per essere praticato ed insegnato a tutte le età. Judo è caratterizzato da una ricerca della massima stabilità e agilità negli spostamenti, equilibrio in tutte le circostanze, autocontrollo, efficacia, eleganza, conoscenza del corpo umano per diventare migliore sotto tutti gli aspetti e rimanere il più a lungo possibile per essere utile a se stesso e agli altri. altri. Non per questo i suoi due principi base sono: Il miglior utilizzo delle proprie energie per arrivare al secondo enunciato che è: amicizia e mutua prosperità».

«Presso il Kodokan Judo Institute di Tokyo – conclude il Maestro – la casa madre del Judo mondiale, che ormai frequento annualmente da oltre dieci anni è frequente incontrare ottantenni che praticano con calma e con estremo piacere scambiandosi pareri ed informazioni, spesso circondati da giovani che cercano di attingere nuovi spunti solo dall’osservazione attenta della loro pratica, attenta, elegante, razionale, peculiare di individui che di strada ne hanno fatta tanta e che soprattutto sono in pace con se stessi e gli altri, e non è poco».

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