CUPRA MARITTIMA – Ancora una volta il territorio cuprense si conferma ricco di scoperte interessanti. Questa volta reperti, già sotto gli occhi di tutti da anni, sono stati notati direttamente dalla Soprintendenza Archeologica della Marche. Con l’occasione infatti dei lavori di ristrutturazione della chiesa di San Basso, sono stati portati alla luce un’urna cineraria romana usata da sempre come acquasantiera e sorretta da delle colonne romane. È stato anche asportato un architrave medievale presente nella porticina laterale nord esterna della chiesa stessa. Sono solo alcuni dei materiali trovati durante i lavori e dopo un accordo tra il Parroco Don Luigino Scarponi, Diocesi, Comune e Soprintendenze Regionali ai beni artistici e architettonici si è proceduto al trasloco presso il Museo del Territorio. Per rendere fruibili le scoperte effettuate sarà allestita una mostra apposita che verrà inaugurata il 26 giugno presso il Museo del territorio di Cupra.

Presente a monitorare i lavori esperti archeologi e restauratori di Ancona, in particolare la Dottoressa Nicoletta Frapiccini della Soprintendenza Archeologica delle Marche. Ha affermato la Frapiccini: «L’architrave ha un fregio alto medievale ed è artisticamente molto prezioso, raro da trovare, soprattutto con delle figure così insolite. La sorpresa è arrivata poi estraendo questo fregio: abbiamo scoperto infatti che anche lateralmente era scolpito un altro personaggio. L’urna cineraria invece verrà ripulita e le colonne che la sorreggevano saranno studiate ed analizzate. Abbiamo cercato quindi di dare una collocazione più consona in modo da poterle esporre al pubblico e valorizzarle».

«Ringrazio tutti gli attori di questo evento – ha affermato l’assessore alla Cultura Luciano Bruni – come ad esempio gli operai che si sono occupati manualmente del pesante e delicato lavoro. Ringrazio la dottoressa Frapiccini per il prezioso interessamento, Andrea Mora della Cooperativa Idrea e Germano Vitelli dell’archeoclub di Cupra Marittima. Con questa operazione cerchiamo di valorizzare una delle più importanti ricchezze cuprensi: la sua storia architettonica, artistica, culturale e religiosa».

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