SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ritratto di famiglia in un interno», così esordisce Vanni Pasca, architetto e storico del design, alla Bid (Biennale Internazionale del design) per festeggiare i 50 anni della Eusebi arredamenti.
Venerdì 14 maggio. Una serata immersi nella classe dello showroom di via Pasubio, arricchito per l’occasione da una raffinata istallazione, quella organizzata da Sergio, Achille, Ermanno, Roberta e Romina Eusebi per raccontare la storia di una realtà famigliare ed imprenditoriale coesa e vincente, divenuta, localmente, sinonimo di stile, qualità e innovazione.

La storia inizia nel 1960 con l’acquisto della prima macchina da falegnameria e un acconto preso in prestito per anticipare la somma di 470 mila lire, poi la crescita graduale, in un percorso comune a molte imprese locali, «la piccola impresa artigiana che con l’aiuto dei figli si sviluppa. Grazie a investimenti, sacrifici, passione, ma anche all‘esempio dei nostri genitori, che oltre alla creatività e alla manualità ci hanno trasmesso la capacità di stare insieme adattandoci giorno dopo giorno», ricorda Achille.

Non mancano, tra amici e collaboratori, personalità rappresentative dell’imprenditoria locale, tra queste, Bruno Bucciarelli, presidente di Confindustria Ascoli Piceno. «La vostra famiglia ha tra gli altri un merito particolare, l’avere saputo superare con eleganza un ostacolo forte come quello del passaggio generazionale. Esempio vivente di ciò che oggi devono fare le aziende: passare lo scettro dell’imprenditoria alle nuove generazioni».

Lo sguardo sempre rivolto al futuro. Infatti, la famiglia Eusebi, ha riconfermato, con fiuto eccezionale, la propria sensibilità verso il mondo del design, dell’innovazione e della promozione di nuovi talenti, ospitando per l’occasione l’edizione 0 della Biennale del Design, intitolata “Laboratorio di idee per l’Innovazione”. Un complesso di eventi culturali (mostre, workshop, conferenze, tavole rotonde), a cavallo tra Ascoli e San Benedetto, per esplorare le molteplici dimensioni del design, inteso come fattore strategico di sviluppo per l’economia del nostro Paese, internazionalmente riconosciuto come “paese del design“, ma anche locale, offrendo alle nuove leve strumenti di crescita professionale e occasioni di lavoro. L’idea nasce da un gruppo di ricercatori della Scuola di Architettura e Design di Camerino e del Consorzio Universitario Piceno, coordinati dalla professoressa Lucia Petroni, attualmente direttore scientifico dell’edizione 0 della Biennale.

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