ASCOLI PICENO – «Il Gruppo Manuli si sta preparando ad nuova spedizione per smantellare altri macchinari della fabbrica di Ascoli, non rispettando gli accordi presi nel novembre scorso»: è quanto sostiene il sindacato dei lavoratori per mezzo del suo dirigente Andrea Quaglietti.

«E già si parla che la cassa integrazione non verrà più rinnovata dopo un anno, per i 250 messi fuori dallo stabilimento grazie a quell’intesa. Dove sono e cosa stanno facendo le istituzioni locali e i sindacati confederali che avevano sostenuto e firmato quell’accordo?», si chiede ancora Quaglietti, ex dipendente ed Rsu della Manuli, ora in cassa integrazione come i due terzi dei suoi colleghi operai.

«Nel silenzio totale di tutti i soggetti pubblici che dovrebbero difendere l’occupazione e il reddito dei lavoratori – continua – avanza ancora l’impoverimento accelerato del tessuto industriale del territorio piceno. Noi ci domandiamo: perchè la Manuli non presenta o discute con enti e sindacati quel piano industriale che doveva esser il programma di rilancio del sito ascolano, secondo l’intesa firmata nel novembre 2009?».

Quaglietti si rivolge anche a Cgil, Cisl e Uil: «Ma i confederali che fanno? E’ il caso forse che anche loro facciano delle riflessioni su quell’accordo?».

«Occorre che il Piceno si svegli prima che sia troppo tardi – conclude – Noi chiamiamo a raccolta tutti, lavoratori, sindacati, amministratori, affinché si apra un confronto sociale vasto che fermi la delocalizzazione delle aziende maggiori e la deindustrializzazione totale del territorio».

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